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Santi e Beati > San G. Bosco > I sogni missionari

QUINTO SOGNO
MISSIONARIO LINEA SANTIAGO CENTRO AFRICA PECHINO

E' l'ultimo sogno missionario di Don Bosco. Quasi par che segni la conclusione dell'attività apostolica di Don Bosco in terra, in attesa di una nuova attività esercitata dall'alto, in Paradiso.

Non vi potevano mancare i giovani. Qui son presenti in turbe innumerevoli: sono i giovani del futuro che attendono l'opera dei Salesiani. Schiamazzano. E fin qui nulla di strano. Ma son dentro una selva. Poi urlano e gridano spaventati. E' avvenuta una catastrofe. Don Bosco non li vede, son dentro una selva, quasi smarriti. Chi non ravvisa in questi giovani lo smarrimento della gioventù attuale e dei tempi futuri? Ma finalmente trovano Don Bosco, in cui ravvisano il Padre, il Maestro, la Guida che salva. «Ti abbiamo aspettato, ti abbiamo aspettato tanto, ma finalmente ci sei: sei tra, noi e non ci sfuggirai!» dicono con angoscia.

Don Bosco è l'apostolo anche dei secoli futuri. I posteri in lui scopriranno grandezze a noi oggi ancora ignote. Ed ecco comparire una Pastorella. E' la Madonna che aveva al piccolo Giovannino squarciato "del futuro il velame„ e che quasi, ora, viene a prender commiato da Lui, per affidare la gioventù di tutto il mondo alla Congregazione. E' il sogno quindi questo della vocazione dei Salesiani, quali continuatori dell'opera del Padre. Vedete davanti a voi la visione del mondo intero: da Santiago al centro dell'Africa e dal centro dell'Africa all'Asia: Madagascar, HongKong, Calcutta, Pechino.

Pechino non resterà in eterno nelle mani del comunismo.

La Madonna sui 700 milioni di Cinesi stende il suo manto di Madre. Tra i Cinesi quanti cuori che cercano Dio con sincerità, con fede! Le aspirazioni profonde di quelle anime saranno accolte per la sua Materna intercessione presso il trono di Dio.

Gesù vuol regnare nel mondo, su tutti. Gesù vuol regnare anche su quella potente riserva umana che è la Cina. La Madonna con intenzione dice a Don Bosco e a quei ragazzi, puntando il dito verso l'estremo orizzonte: «Spingi il tuo sguardo. Spingetelo voi tutti. Che cosa sta scritto... Valparaiso! Santiago! Pechino!» E sotto l'indice puntato di Maria, davanti il nostro sguardo attonito vediamo passare i Continenti... vediamo missionari... case di formazione. Vediamo tutto un avvenire meraviglioso e promettente.

Si pensi: solo sulla linea immaginaria: SantiagoCentro Africa ci son 10 centri di stazioni, cioè case di formazione: aspirantato, noviziato, studentati filosofico e teologico.

E così altrettanto per l'altra linea immaginaria: Centro Africa Pechino, son altri 10 Centri di stazioni. Quali energie giovanili prorompenti! Ma ciò che maggiormente conta è che la Madonna mostra il campo sterminato delle missioni a don Bosco mentre è attorniato di ragazzi. E se a don Bosco dire: spingi il tuo sguardo: immediatamente dice ai ragazzi: spingete la sguardo voi tutti e leggete che cosa sta, scritto. I ragazzi gridano con voci gioiose e festose come chi ha fatto la grande scoperta: io leggo: Valparaiso... io leggo: Santiago... noi leggiamo tutti e due... E altri ancora gridano: noi leggiamo Pechino.

Oh, tu, che leggi queste pagine dei sogni di don Bosco, anche a te la Madonna rivolge l'invito di guardare lontano lontano, nell'orizzonte sconfinato. Sarai tu chianrato a varcare gli oceani, percorrere i deserti, scavalcare i monti, trasvolare per i cieli sconfinati del mondo? Tu puoi essere un apostolo pari al grande San Paolo, di cui Gesù disse: "questi è un vaso d'elezione che io mi son scelto, perchè porti il mio nome ai popoli, ai re, ai figli del mondo. Io gli mostrerò quanto dovrà faticare per il mio nome" (Atti Ap. 915,16).

Colui che chiama a grandi imprese darà anche la forza per compiere le grandi imprese, come appunto diede già a San Paolo... e poi a don Cagliero, don Fagnano, don Milanesio, mons. Lasagna: tanto per dire alcuni nomi degli apostoli formati da don Bosco stesso.

Il gran segreto sta in un suggerimento che la Madonna diede a don Bosco. Egli era costernato per il grande lavoro che vedeva nel campo sterminato delle missioni, i pericoli sempre incombenti. Maria SS. con dolci parole materne gli disse: Mettiti di buona volontà. Vi è una sola cosa da fare: raccomandare che i miei figli coltivino costantemente la virtù di Maria. Questa è l'eredità che Maria lascia a tutti i giovani. Da qui essi trarranno la forza per le grandi imprese: e si troveranno a percorrere vita via tutta disseminata di grazie divine, di serenità, di ardore e di coraggio. Praticando la bella virtù di Maria sentiranno quasi l'entusiasmo di testimoniare la fedeltà a Gesù, lasciando ogni cosa per amor suo e lo seguiranno come l'unica cosa necessaria, ascoltandone le parole e saranno pieni di sollecitudine per le cose sue (Vaticano II; P.C.n.5).

Maria SS. stessa., in persona, allegerirà le loro fatiche, e asciugherà il sudore e le lacrime che forse dovranno versare per il bene delle anime. Anzi nel cuore dei giovani più ardenti farà spuntare un recondito desiderio: sigillare con il proprio sangue di martiri il dono che essi fanno di sé a Cristo.

Carissimi giovani, ponendo termine a questa visione salesiana che don Bosco ebbe del mondo intero, non c'è altro che da concludere con le sue stesse parole, che suonano a noi monito e incitamento. Eccole: "E questo estendersi della Congregazione? Si può dire che tutti sono contro di noi e che noi dobbiamo lottare contro tutti... Il vento soffiia contro la nostra navigazione... Se non fosse proprio Iddio che lo vuole, sarebbe impossibile fare quanto si fa. Quella però che al presente ci fa ammirare ancor più la bontà della Divina Provvidenza si è che non solo andiamo avanti, ma abbiamo dinanzi agli occhi un orizzonte chiarissimo, sappiamo cioè dove si va, la nostra via è tracciata... E' la Grazia del Signore che trionfa. Oh come è grande questa Grazia per chi ne intravvede il mistero e le vie!..." (Vol. XIII pag. 891.

Dio è con noi. Don Bosco ci assicura che la nostra è la buona battaglia, la grande battaglia dei Figli di Dio per l'avvento del Regno di Gesù nel mondo. Combattiamo da buoni soldati di Cristo, impugnando lo scudo della fede.

E ancora una cosa. I giovani che sentono la chiamata di Dio non temano. La Madonna li prenderà per mano, quale buona Madre, che non abbandona i suoi figli. L'invochino spesso con il motto di battaglia: «Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per me». A questa invocazione Don Bosco attribuiva la forza dei miracoli. E i miracoli, con l'aiuto dell'Ausiliatrice, si compivano sotto gli occhi di Don Bosco.

Fece Don Bosco il quinto sogno a Barcellona nella notte dal 9 al 10 aprile del 1886. Lo raccontò a Don Ru e a Don Branda e al segretario Don Viglietti con voce rotta da singulti. Il Viglietti lo scrisse e per ordine suo ne inviò copia a Don Lemoyne, affinchè se ne desse lettura a tutti i Superiori dell'Oratorio e servisse di comune incitamento. «Questo però, avvertiva il segretario, non è che l'abbozzo di una magnifica e lunghissima visione».

Ecco il sogno.

Don Bosco si trovava nelle vicinanze di Castelnuovo sul poggio, così detto, Bricco del Pino, vicino alla valle Sbarnau. Spingeva di lassù per ogni parte il suo sguardo, ma altro non gli veniva fatto di vedere che una folta boscaglia, sparsa ovunque, anzi coperta di una quantità innumerevole di piccoli funghi.

Ma questo, diceva Don Bosco, è pure, il contado di Rossi Giuseppe: dovrebbe ben esserci!

Ed infatti dopo qualche tempo scorse Rossi il quale tutto serio stava guardando da un lontano poggio le sottostanti valli. Don Bosco lo chiamò, ma egli non rispose che con uno sguardo come chi è soprapensiero. Don Bosco, volgendosi dall'altra parte, vide pure in lontananza Don Rua il quale, allo stesso modo che Rossi, stava con tutta serietà tranquillamente quasi riposando seduto.

Don Bosco li chiamava entrambi, ma essi silenziosi non rispondevano neppure a cenni.

Allora scese da quel poggio e camminando arrivò sopra un altro, dalla cui vetta scorgeva una selva, ma coltivata e percorsa da vie e da sentieri. Di là volse intorno il suo sguardo, lo spinse in fondo all'orizzonte, ma, prima dell'occhio, fu colpito il suo orecchio dallo schiamazzo di una turba innumerevole di fanciulli.

Per quanto egli facesse, affine di scorgere donde venisse quel rumore, non vedeva nulla; poi allo schiamazzo succedette un gridare come al sopraggiungere di grande catastrofe. Finalmente vide un'immensa quantità di giovanetti, i quali, correndo intorno a lui, gli andavano dicendo: Ti abbiamo aspettato, ti abbiamo aspettato tanto, ina finalmente ci sei: sei tra noi e non ci fuggirai!

Don Bosco non capiva niente e pensava che cosa volessero da lui quei fanciulli; ma mentre stava come attonito in mezzo a loro contemplandoli, vide un immenso gregge di agnelli guidati da una pastorella, la quale, separati i giovani e le pecore, e messi gli uni da una una parte e le altre dall'altra, si fermò accanto a D. Bosco e gli disse: Vedi quanto ti sta innanzi?

Si, che lo vedo, rispose Don Bosco.

Ebbene, ti ricordi del sogno che facesti all'età di dieci anuì?

Oh è molto difficile che lo ricordi! Ho la mente stanca: non ricordo più bene presentemente.

Bene, bene; pensaci e te ne ricorderai.

Poi fatti venire i giovani con Don Bosco gli disse: Guarda ora da questa parte, spingi il tuo sguardo e spingetelo voi tutti e leggete che cosa sta scritto... Ebbene, che cosa vedi?

Veggo montagne, poi mare, poi colline, quindi di nuovo montagne e mari.

Leggo, diceva un fanciullo, VALPARAISO. Io leggo, diceva un altro, SANTIAGO.

Io, ripigliava un terzo, li leggo tutt'e due.

Ebbene, continuò la pastorella, parti ora da quel punto e avrai una norma di quanto i Salesiani dovranno fare in avvenire. Volgiti ora da quest'altra parte, tira una linea visuale e guarda.

Vedo montagne, colline e mari!...

E i giovani aguzzavano lo sguardo ed esclamarono in coro: Leggiamo PECHINO.

Vide Don Bosco allora una gran città. Essa era attraversata da un largo fiume sul quale erano gittati alcuni grandi ponti.

Bene, disse la donzella che sembrava la loro maestra; ora tira una sola linea da una estremità all'altra, da Pechino a Santiago, fanne un centro nel mezzo dell'Africa ed avrai un'idea esatta di quanto debbono fare i Salesiani.

Ma come fare tutto questo? esclamò Don Bosco. Le distanze sono immense, i luoghi difficili e i Salesiani pochi.

Non ti turbare. Faranno questo i tuoi figli, i figli dei tuoi figli e dei figli loro; ma si tenga fermo nell'osservanza delle Regole e nello spirito della Pia Società. Ma dove prendere tanta gente?

Vieni qui e guarda. Vedi là cinquanta Missionari in pronto? Più in là ne vedi altri e altri ancora? Tira una linea da Santiago al centro dell'Africa. Che cosa vedi?

Veggo dieci centri di stazioni.

Ebbene, questi centri che tu vedi, formeranno studio e noviziato e daranno moltitudine di Missionari affine di provvederne a queste contrade. Ed ora volgiti da quest'altra parte. Qui vedi dieci altri centri dal mezzo dell'Africa fino a Pechino. Ed anche questi centri somministreranno i Missionari a tutte queste contrade. Là c'è HongKong, là Calcutta, più in là Madagascar. Questi, più altri, avranno case, studi e noviziati.

Don Bosco ascoltava guardando ed esaminando; poi disse: E dove trovare tanta gente, e come inviare Missionari in quei luoghi? Là ci sono i selvaggi che si nutrono delle carni umane; là ci sono gli eretici, là i persecutori, e come fare?

Guarda, rispose la pastorella, mettiti di buona volontà. Vi è una cosa sola da fare: raccomandare che i miei figli coltivino costantemente la virtù di Maria.

Ebbene, sì, mi pare di aver inteso. Predicherò a tutti le tue parole.

E guardati dall'errore che vige adesso, che è la mescolanza di quelli che studiano le arti umane, con quelli che studiano le arti divine, perchè la scienza del cielo non vuol essere con le terrene cose mescolata. Don Bosco voleva ancora parlare: ma la visione scomparve; il sogno era finito. (M. B. XVIII, 71)
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