San Giovanni Bosco introduzione - Profezie On Line

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Santi e Beati > San G. Bosco

Questi sogni sono stati raccolti per voi, o giovani. è don Bosco, il padre dell'anima vostra, che ancora vi parla, perchè ha delle cose di valore eterno da dirvi. Egli vi indica la via della virtù e del cielo con immagini che lascieranno nel fondo del vostro cuore impressioni salutari.

Ma i sogni possono essere un aiuto o una lettura spirituale

I sogni sono effetto di fantasia, non sono una realtà: contengono le stramberie più impensabili.

Sì, è vero! Ma i sogni di Don Bosco non sono da giudiearsi alla stregua degli altri sogni che tutti noi sogniamo.

Dio parlò a Don Bosco in sogno. In Don Bosco si avverò la profezia di Joele quando previde che negli ultimi tempi, dopo che Gesù avrebbe versato il suo Sangue, ci sarebbe stata una più larga effusione dello Spirito Santo sopra i Redenti per render lieto il loro animo. «I vostri figli sogneranno sogni, che sono una enunciazione dei pensieri reconditi di Dio agli uomini: "somnia soinniabitnt„ (Atti 2,17) ».

I sogni di Don Bosco sono in numero stragrande: i suoi uditori ne raccolsero più di 150. Alcuni sono profetici, altri pedagogico formativi.

Ci sono delle garanzie per dire che i sogni di Don Bosco sono soprannaturali? Si, e molte!

1) Le condizioni di Don Bosco in sogno, le definisce lui stesso. Di un sogno avuto nella notte fra il '67 e il '68 dice: Era un sogno nel quale uno può conoscere quello che fa, udire quello che si dice, rispondere, se interrogato . Il che certo non capita per i sogni semplicemente naturali.

2) Aveva accanto di solito per guida e interprete un personaggio: chi era mai? A volte un giovane allievo (p. es. Domenico Savio), oppure un Angelo o San Francesco di Sales o altri. Le spiegazioni di costoro sono sempre precise, altamente istruttive. Altra cosa questa che certo non capita nei soliti sogni di noi mortali.

3) Don Bosco stesso temeva che fossero scherzi della fantasia, ma gli lasciavano nell'animo un'impressione così durevole che non riusciva toglierseli dalla mente. Provò a raccontarne qualcuno che conteneva previsioni del futuro, per vedere se si avveravano. Ma poi senti il bisogno di aprirsi con il suo confessore Don Cafasso, il quale, dopo matura riflessione, diede questa risposta al suo penitente: Giacché quel che dite si avvera, potete star tranquillo e continuare .

Don Bosco tuttavia procedette ancora, con cautela. Farà molte esperienze. Prendeva a parte dei giovani visti sognando: diceva loro le cose tali e quali le aveva viste nel sogno; ed essi dovevano ammettere che le cose dell'anima loro stavano realmente così. Alla fine, visto che si trattava di realtà, e non di fantasie di mente esaltata, concluse: Io non potrei più dubitare che questa sia una Grazia straordinaria che il Signore concede a tutti i figli dell'Oratorio. Io perciò mi trovo in obbligo di dirvi che il Signore vi fa sentire la sua voce, e guai a coloro che vi resistono!

E come ciò non fosse ancora sufficiente, la sera del 30 aprile del '68, in una Buona Notte eosì si esprimeva con i suoi giovani:

Miei cari giovani! Ho fatto un sogno, ed ero deciso di non farne parola a voi, sia perché dubitavo che fosse un sogno come tutti gli altri, che si presentano alla fantasia nel sonno, sia perché tutte le volte che ne ho raccontato qualcuno, ci fu sempre qualche osservazione e qualche reclamo. Ma un altro sogno mi obbliga a parlarvi del primo .

Gli si era presentato quel solito personaggio in sogno e gli aveva detto: Perché non parli?

Certo Don Bosco non diffettò di prudenza! Ma dovette cedere davanti alla realtà dei fatti. E in una confidenza fatta a don Giulio Barberis nel '76 lasciò capire ben chiaro che i suoi sogni li considerava di provenienza soprannaturale:

Quando penso alla mia responsabilità per la posizione in cui mi trovo, tremo tutto. Le cose che vedo accadere, sono tali, che caricano sopra di me una responsabilità immensa. Che rendiconto tremendo avrò da rendere a Dio di tutte le Grazie che ci fa per il buon andamento della nostra Pia Società! Si può dire che Don Bosco vede tutto ed è condotto avanti per mano dalla Madonna... ad ogni passo, in ogni circostanza,, ecco la Beata Vergine.

4) Don Bosco i suoi sogni li raccontava con grandissimo spirito di umiltà, nient'altro che mirando al vantaggio spirituale dei suoi piccoli ascoltatori. E gli efetti che ne derivavano erano evidentissimi. Specialmente cresceva a più ridoppi l'orrore del peccato: quindi un confessarsi con maggior compunzione, un moltiplicarsi di confessioni generali, una frequenza di tutti alla santa comunione. Era insomma, per dirla con una frase usata da Don Bosco in simili occasioni, "la bancarotta del demonio".

5) Nei sogni naturali non si suol verificare né ordine razionale di rappresentazione, né concatenamento logico di pensiero, ma si salta di palo in frasca, con improvvisi scatti di bizzarrie e con repentini sbalzi nel ridicolo o nello stravagante. Tutto l'opposto accade nei sogni di Don Bosco. Essi sono rappresentazioni simboliche. L'intreccio vi è sempre ordinato e logico.

Vi si ammira costantemente, nelle immagini vedute, un succedersi che ha sempre la sua ragion d'essere,, e nelle parole udite o lette, un significato preciso. Immagini e parole formano un tutt'uno che al lettore dà l'impressione di sentir raccontare realtà viste ad occhi aperti.

6) Noi sappiamo quanto sia difficile anche con una mente sveglia e acutissima scandagliare l'avvenire. Tanto più quindi nell'incoscienza del sonno. Eppure i sogni di Don Bosco contengono non presagi vaghi e sibillini, ma rivelazioni chiare e nette di eventi nascosti nelle profondità del futuro. Lo spirito profetico abitava in Don Bosco: era l'ordinaria condizione della sua mente. Egli profetava pregando, conversando, celiando: e quasi né lui più s'accorgeva di profetare, né altri che egli profetasse. E profetava anche sognando. Quanti annunci di morte non diede, perché avvertito in sogno!

E Don Bosco colpiva sempre nel segno. Tra gli altri mille, ce lo attesta anche il suo Segretario particolare, Don Berto. Eccone un esempio. In un sogno fatto il 30 aprile 1875, Don Bosco vide i giovani suoi a combattere con una forca a due denti contro animali feroci e serpenti. Finito il racconto, Don Berto gli chiese: «E io che parte vi facevo?». Si ebbe una risposta così precisa, e che svelava così bene i più intimi segreti del cuore, che il povero Segretario, pianse e poi esclamò: «Se fosse venuto un Angelo dal cielo non poteva colpire meglio nel segno». (M. B. XI, p. 261)

7) Don Bosco stesso confessò candidamente il 17 febbraio 1861 ad alcuni suoi intimi che il mondo giudicherebbe favole le cose che si. dicono e si fanno in casa, se le conoscesse. Queste cose però sono certamente singolari, soggiunse, ma noi abbiamo per massima sempre, che, quando una cosa volge al bene delle anime, egli è certo che viene da Dio e non dal demonio.

Per informazioni più ampie sui sogni di Don Bosco vedi in "DON BOSCO CON DIO" del Ceria, al capitolo che tratta "Sogni, visioni, estasi". Noi vi abbiamo attinto a larga mano.

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