Testi apocrifi - Apocalissi di Tommaso e Giovanni - Profezie On Line

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Apocrifi

TESTI APOCRIFI
Apocalissi di Tomaso e Giovanni



(Cod. Clm. 4563: B. Bihlmeyer)


I

[1] "Ascolta, Tomaso! Io sono il Figlio di Dio Padre e io sono il padre di tutti gli spiriti. Ascolta da me i segni che verranno alla fine di questo mondo, quando giungerà a compimento la fine del mondo, e prima che gli eletti escano dal mondo. Ti manifesterò apertamente ciò che accadrà agli uomini; ma quando avverrà i prìncipi degli angeli non lo sanno essendo loro nascosto.

Allora nel mondo vi saranno divisioni tra re e re, in tutta la terra vi sarà una grande fame, una grande pestilenza, e molte angustie; tutti i figli degli uomini saranno presi schiavi (e condotti) tra tutte le genti e cadranno a fil di spada.

Poi, all'avvicinarsi dell'ultima ora, per sette giorni appariranno grandi segni nel cielo e saranno scosse le potenze celesti.

[2] Nel primo giorno si avrà l'inizio. Alla terza ora del giorno si udrà nel firmamento del cielo una voce grande e forte, una nube sanguigna salirà da Settentrione, accompagnata da grandi tuoni e lampi possenti, coprirà tutto il cielo, e scenderà su tutta la terra una pioggia di sangue. Questi sono i segni del primo giorno.

Nel secondo giorno si udrà una gran voce nel firmamento del cielo: la terra sarà scossa dal suo luogo, nel firmamento del cielo, a Oriente si spalancheranno le porte del cielo, dalle porte del cielo scaturirà una grande quantità di fumo e di fuoco, e coprirà tutto il cielo fino al mattino. In quel giorno nel mondo vi saranno timori e spaventi grandi. Questi sono i segni del secondo giorno.

Nel terzo giorno, verso l'ora terza, s'udrà in cielo una gran voce: dai quattro angoli del mondo muggiranno gli abissi della terra, si apriranno i pinnacoli del firmamento del cielo, tutta l'atmosfera si riempirà di colonne di fumo, vi sarà un disgustoso puzzo di zolfo fino all'ora decima, e gli uomini esclameranno: "E' ormai vicina la fine e la nostra rovina". Questi sono i segni del terzo giorno.

Nel quarto giorno, alla prima ora, l'abisso inizierà a liquefarsi e a muggire a cominciare dalla terra orientale, e la forza del terremoto scuoterà tutta la terra. In quel giorno, sotto la forza del terremoto, cadranno gli ornamenti delle genti e tutti gli edifici della terra. Questi sono i segni del quarto giorno.

Ti e si poseranno sui loro sepolcri; nel dodicesimo giorno le stelle cadranno, nel tredicesimo giorno i vivi morranno per risorgere con i morti; nel quattordicesimo giorno bruceranno il cielo e la terra; nel quindicesimo giorno tutti risorgeranno per il giudizio e vi sarà un cielo nuovo e una terra nuova".

Nel quinto giorno, all'ora sesta, si udranno improvvisamente in cielo grandi tuoni: le forze della luce vacilleranno, la ruota del sole sarà velata, e sul mondo si stenderanno grandi tenebre fino al mattino: l'atmosfera sarà triste, senza sole e senza luna, cesserà il servizio delle stelle; in quel giorno tutte le genti appariranno come (se fossero) vestite di sacco, e disprezzeranno la vita di questo mondo. Questi sono i segni del quinto giorno.

[3] Nel sesto giorno, all'ora quarta, si udrà in cielo una gran voce, il firmamento del cielo sarà diviso da Oriente a Occidente, gli angeli dei cieli guarderanno sulla terra attraverso le aperture dei cieli, e tutti gli uomini che si trovano sulla terra vedranno l'esercito degli angeli guardare dal cielo. Allora tutti gli uomini fuggiranno nei sepolcri, si nasconderanno alla faccia degli angeli giusti, dicendo: "Volesse il cielo che si aprisse la terra e ci divorasse! Accadono, infatti, cose che dalla creazione del mondo non avvennero mai".

Allora mi vedranno venire dall'alto nella luce del Padre mio con la potenza e l'onore degli angeli santi. Con il mio avvento sarà eliminata la barriera ignea del paradiso; il paradiso è, infatti, cinto di fuoco. E' questo il fuoco perpetuo che divora l'orbe terrestre e tutti gli elementi del mondo.

Allora gli spiriti e le anime dei giusti usciranno dal paradiso, andranno in ogni paese, ognuno si recherà al luogo ove fu deposto il suo corpo: ognuno di loro dirà: "Qui fu deposto il mio corpo". Al suono della grande voce di quegli spiriti, un terremoto scuoterà tutto l'orbe terrestre e in forza di questo terremoto si fenderanno dal basso in alto le montagne e le rocce.

Allora lo spirito di ognuno se ne ritornerà nel suo vaso, e risorgeranno i corpi dei santi che si erano addormentati.

Allora i loro corpi assumeranno l'immagine, la somiglianza e lo splendore degli angeli santi, e la potenza dell'immagine del mio Padre santo; allora indosseranno le vesti della vita eterna dalla nube splendente che mai fu vista in questo mondo. E, infatti, una nube discesa dalla parte superiore del regno dei cieli per opera del Padre mio, e questa nube avvolgerà nel suo splendore tutti gli spiriti che credettero in me.

Allora saranno vestiti e trasportati per mano dagli angeli santi, come vi ho già detto. Poi saranno sollevati nell'atmosfera, nella nube splendente e, lieti, verranno con me nei cieli, e resteranno nello splendore e nella gloria del Padre mio.

Sarà per loro una grande gioia davanti al Padre mio e davanti agli angeli santi. Questi sono i segni del sesto giorno.

[4] Nel settimo giorno, all'ora ottava, si udranno voci nei quattro angoli del cielo: tutta l'atmosfera sarà mossa e ripiena di angeli santi i quali lotteranno tra loro per tutto il giorno; in quel giorno i miei eletti saranno ricercati dagli angeli santi (e salvati) dalla distruzione del mondo. Allora tutti gli uomini vedranno che è giunta l'ora della loro distruzione. Questi sono i segni del settimo giorno.

Passeranno così sette giorni. Nell'ottavo giorno, all'ora sesta, si udrà venire dall'Oriente una voce dolce e soave. Allora si manifesterà quell'angelo che ha autorità sugli angeli santi: andranno con lui tutti gli angeli seduti sui carri di nubi del mio Padre santo; correranno gioiosi nell'atmosfera sotto il cielo per liberare gli eletti che credettero in me, lieti che sia giunta la distruzione del mondo".

Sono terminate le parole del Salvatore a Tomaso sulla fine di questo mondo.

APOCALISSE DI TOMASO
(Cod. Clm. 4585: F. Wilhelm)


II

[1] Incomincia l'epistola del Signore nostro Gesù Cristo al suo discepolo Tomaso.

"Ascolta, Tomaso, le cose che accadranno negli ultimi tempi. Vi sarà fame, guerra e terremoti in luoghi diversi, neve, ghiaccio e siccità grande, dissensioni tra i popoli, bestemmie, iniquità, invidia, villanie, indolenza, superbia, intemperanza, sicché ogni uomo parlerà di ciò che gli aggrada.

I miei sacerdoti non avranno pace tra di loro e mi sacrificheranno con una falsa mentalità, perciò io non volgerò loro il mio sguardo. Allora i sacerdoti vedranno il popolo allontanarsi dalla casa del Signore e rivolgersi al mondo, oltrepassando i confini della casa di Dio. Vendicheranno per sé molte cose e luoghi che erano perduti e che saranno proprietà di Cesare, come lo erano prima: dando il testatico delle città e anche oro e argento; i capi delle città saranno puniti e i loro averi trasferiti nella tesoreria dei re, i quali ne avranno in abbondanza.

L'inquietudine e la morte saranno grandi in ogni popolo. La casa del Signore sarà desolata, gli altari abbandonati, sicché i ragni vi tesseranno le loro tele; il luogo santo sarà contaminato, il sacerdozio macchiato, in aumento l'angustia, in diminuzione la virtù, perita la gioia, scomparsa l'allegria. In quei giorni abbonderà il male: regnerà la parzialità, nella casa del Signore non risuoneranno più inni, non vi sarà più verità, abbonderà tra i sacerdoti la cupidigia; non si troverà più alcuna persona retta.

Verso la fine del tempo sorgerà improvvisamente un re, amante della legge, che reggerà per un periodo non lungo, e lascerà due figli: il nome del primo inizierà con la prima lettera, quello del secondo con l'ottava e il primo morirà prima del secolo.

Poi sorgeranno due prìncipi a opprimere le nazioni: sotto la loro dominazione vi sarà una carestia molto grande nella parte destra dell'Oriente; una nazione s'alzerà contro un'altra e si scacceranno dai loro propri confini.

Sorgerà poi un altro re, uomo forte, il quale farà fare un'immagine aurea di Cesare, onde si moltiplicheranno i martiri. Tra i servi del Signore ritornerà allora la fede, si moltiplicherà la santità e aumenterà l'angustia; i monti saranno consolidati e stilleranno dolcezza, e si compirà il numero dei santi.

Dopo un breve spazio di tempo, dall'Oriente sorgerà un re, amante della legge, il quale farà abbondare nella casa del Signore ogni cosa buona e necessaria; egli dimostrerà misericordia verso le vedove e verso i bisognosi, e ordinerà che ai sacerdoti sia dato un dono regale: nei suoi giorni vi sarà abbondanza di ogni cosa.

Dopo di questo, sorgerà ancora un altro re dalla parte meridionale del mondo e comanderà per un breve lasso di tempo; nei suoi giorni verrà meno il tesoro a causa delle paghe ai soldati romani, sicché il patrimonio dei senatori sarà preso e dato al re da distribuire. Ci sarà abbondanza di grano, vino e olio, ma grande scarsità di denaro; l'oro e l'argento saranno dati per il grano, e V1 sarà una grande penuria.

In quel tempo vi sarà un grande sollevamento del mare tanto che nessuno potrà dare notizie agli altri. I re della terra, i prìncipi e i capitani saranno sconvolti e nessuno parlerà liberamente. Sui fanciulli si vedranno i capelli grigi, e il giovane non cederà il posto all'anziano.

Dopo sorgerà un altro re, un uomo forte, il quale terrà il comando per breve tempo: nei suoi giorni vi sarà ogni genere di mali, persino la fine della stirpe umana dall'Oriente a Babilonia; appresso vi sarà la morte, la carestia e la spada nella terra di Canaan fino a...

Allora tutte le fonti d'acqua e i pozzi ribolliranno e si muteranno in sangue. Si muoverà il cielo, le stelle cadranno sulla terra, il sole sarà diviso in due come la luna e la luna non darà più la sua luce. Vi saranno grandi segni e meraviglie nei giorni durante i quali si appresserà l'anticristo. Questi sono i segni per coloro che abitano sulla terra; in quei giorni saranno in preda alle sofferenze di una grande doglia.

Guai a coloro che fabbricano, perché non vi abiteranno! Guai a coloro che dissodano un terreno incolto, perché lavorano senza alcun risultato! Guai a coloro che si sposano, perché genereranno figli nella carestia e nel bisogno! Guai a coloro che aggiungono casa a casa, o campo a campo, poiché ogni casa sarà consumata dal fuoco! Guai a coloro che non guardano in se stessi durante il tempo che è loro concesso, poiché in seguito saranno condannati per sempre! Guai a coloro che distolgono lo sguardo dal povero che supplica!

Io sono il figlio dell'alto e potente, io sono il Padre di tutti!

Ecco i sette che precederanno la fine di questo mondo. In tutta la terra vi sarà carestia, grandi pestilenze, molte angustie e tutti gli uomini saranno condotti prigionieri tra tutte le nazioni e cadranno a fil di spada.

[2] Nel primo giorno del giudizio avrà luogo una cosa grandemente meravigliosa. All'ora terza del giorno si udrà nel firmamento del cielo una voce possente e maestosa: una grande nube sanguigna verrà giù da Settentrione, grandi tuoni e lampi terribili seguiranno la nube, e cadrà sulla terra una pioggia di sangue. Questi sono i segni del primo giorno.

Nel secondo giorno si udrà una gran voce nel firmamento del cielo: la terra sarà scossa dal suo luogo, le porte del firmamento del cielo si apriranno verso Oriente, dalle porte del cielo sarà emessa una forza grande la quale coprirà tutto il cielo fino al mattino Questi sono i segni del secondo giorno.

Nel terzo giorno, verso l'ora seconda, si udrà in cielo una voce, mentre gli abissi della terra scateneranno la loro voce dai quattro angoli del mondo. Il primo cielo sarà arrotolato come un libro e subito svanirà. A motivo del fumo e del puzzo sulfureo dell'abisso, i giorni saranno oscuri fino all'ora decima. Gli uomini allora diranno: "E' ormai vicina la fine, noi periremo". Questi sono i segni del terzo giorno.

Nel quarto giorno, alla prima ora, parlerà la terra d'Oriente e muggirà l'abisso: tutta la terra sarà scossa dalla potenza di un terremoto. In quel giorno cadranno tutti gli idoli delle genti e tutti gli edifici della terra. Questi sono i segni del quarto giorno.

Nel quinto giorno, all'ora sesta, nel cielo echeggeranno improvvisamente grandi tuoni, la forza della luce e la ruota del sole saranno tolte: una grande tenebra coprirà il mondo fino al mattino e le stelle cesseranno dal loro servizio. In quel giorno tutte le nazioni odieranno il mondo e disprezzeranno la vita di questo mondo. Questi sono i segni del quinto giorno.

[3] Nel sesto giorno appariranno segni nel cielo. All'ora quarta il firmamento del cielo si fenderà da Oriente verso Occidente, e gli angeli dei cieli guarderanno sulla terra attraverso la fenditura dei cieli, e dalla terra tutti gli uomini vedranno sopra la terra l'esercito degli angeli che guardano giù dal cielo. Allora tutti gli uomini fuggiranno...".

APOCALISSE DI GIOVANNI

Il Ms. gr. 947 della Biblioteca Nazionale di Parigi acquistato dal Vansleb a Nicosia (Cipro) nel giugno del 1671 è particolarmente ricco di testi apocrifi. Contiene le Rivelazioni di Metodio, la Visione di Daniele, la Lettera di Gesù Cristo, un riassunto dell'Antico Testamento, la Vita di san Macario romano, cinque documenti editi dal Vassiliev (Anecdota graecoÄbiyzantina, Mosca 1893); e inoltre l'Apocalisse di Giovanni, gli Atti di Pilato, e un Transitus pubblicati dal Tischendorf; infine, un'omelia di papa Eusebio sulla domenica, una profezia dell'abate Gioacchino sulla fine dell'isola di Cipro, e uno scritto greco analogo all'Apocalisse di Giovanni: questi tre scritti furono pubblicati da F. Nau rispettivamente sulla "Revue de l'Orient chrétien" (13, 1908) e sulla "Revue Biblique" (11, 1914); ed è appunto al Nau che si deve anche la designazione del terzo scritto come "seconda apocalisse di Giovanni".

Il procedimento letterario di questa Apocalisse è uguale a quello del testo pubblicato dal Tischendorf e dato qui integralmente. Gesù risorto, sotto forma di una intervista, spiega all'apostolo i misteri che vuol fare conoscere e le pratiche che intende inculcare.

Giovanni interroga Gesù a proposito dei peccati più gravi (1-4), dell'osservanza della domenica (5-7), del digiuno e degli asceti (8-19), della Chiesa e del senso della liturgia (20-40), del rispetto verso i sacerdoti (41-42), del Battesimo (43-44), della cura della capigliatura, per gli uomini e per le donne, e della carità (45-51).

L'autore è interessato a insistere sull'osservanza del riposo domenicale 2 con l'assistenza agli uffici divini e la partecipazione alla liturgia; a questa osservanza subordina la validità cristiana del digiuno 3, della preghiera e della stessa carità; esorta i fedeli a purificarsi al sabato sera con la confessione affinché la loro partecipazione domenicale agli uffici divini possa essere attiva e piena (cfr. anche la Didaché, XIV, 1). Il testo può anche essere più antico, ma la composizione a noi nota si colloca tra il VI e l'VIII secolo.

Assai più originale è il testo copto sahidico pubblicato da E.A. Wallis Budge sulla base di un ms. del British Museum (Or. n.7026), noto dalla frase iniziale: "Misteri che Giovanni, l'apostolo santo e vergine, imparò in cielo".

Dopo la risurrezione Gesù andò sul monte degli Ulivi, ordinò a una nube di raccogliere i suoi apostoli da tutti i paesi e portarli sul monte. Per primo prese la parola Giovanni domandando di essere trasportato in cielo per potere conoscere i misteri che vi si nascondono; a una preghiera di Gesù, si aprono tutti i cieli fino al più sublime, il settimo; ne esce un maestoso cherubino splendente e pieno di occhi; gli apostoli cadono a terra mentre Giovanni è affidato al cherubino "nel quale sono celate le parole del Padre" il quale lo porta in cielo e gli spiega tutti i misteri, cioè il mistero dei dodici troni, della carestia e dell'abbondanza, dell'acqua e del grano, della rugiada, dell'albero della scienza del bene e del male, dell'origine di Adamo ed Eva, della pioggia, del giorno e della notte, dello sguardo di Ezechia verso il muro, del peccato, della diversa natura degli animali e degli uomini, delle stelle.

Così ad esempio ecco l'origine del grano: quando Adamo ed Eva furono scacciati dal paradiso terrestre non sapevano più che cosa mangiare e stavano per morire di fame; intervenne il Figlio che ne parlò al Padre e per suo consiglio prese un pezzetto del fianco destro della sua carne divina, la ridusse in polvere e la portò al Padre il quale si tolse anch'egli un pezzetto di carne e dei due ne fece un chicco di grano che fu poi affidato all'arcangelo Michele che lo portò ad Adamo ed Eva, insegnò a seminarlo e a mieterlo, e disse che di esso dovevano vivere. Ed ancora nel settimo cielo Giovanni vide una fontana dalle acque come il latte, a lato della quale c'era un angelo con le ali immerse in esse: la fontana è la sorgente di tutta la rugiada che scende sulla terra; a intervalli, infatti, l'angelo scuote le ali e la rugiada discende.

L'albero della conoscenza del bene e del male è ora carico di spine e il frutto mangiato da Adamo ed Eva era "una specie di mela". Il demonio entrò nel paradiso perché Dio lo permise, ma non per questo Adamo ed Eva sono scusati del loro peccato; se avessero atteso ancora un po', Dio stesso avrebbe detto loro: "Mangiate dell'albero!". Quando Dio creò Adamo creò pure Eva in un solo corpo: Eva era stata da Dio nascosta nel fianco sinistro di Adamo e poi la separò.

Nella sua malattia, il re Ezechia si volse in lacrime verso una parete perché su di essa il re Salomone aveva fatto scrivere i nomi di tutte le malattie e dei rispettivi farmaci curativi, ben noti ai demoni ma Ezechia l'aveva ricoperta di calce e si trovava quindi nell'impossibilità di conoscere la medicina per la sua malattia; al suo pianto, Dio mandò il profeta Isaia che gli ordinò di spalmarsi tutto il corpo con un fico. Le ore del giorno corrispondono ai dodici inni cantati dai cherubini, mentre le dodici ore della notte sono scandite da altrettante preghiere degli animali.

Al termine, il cherubino riporta Giovanni sul monte degli Ulivi ove si trovano ancora gli altri apostoli ai quali narra i misteri conosciuti; poi si salutano e ognuno ritorna nella propria regione.

Il ms., nel quale non è difficile scorgere reminiscenze mitologiche egizie, è approssimativamente del secolo VII-VIII, ma è assai probabile che la narrazione, in forma orale o scritta, sia più antica.

L'Apocalisse greca, della quale è qui dato il testo integralmente 4, è attestata, a quanto pare (non è certo, infatti, il riferimento al nostro testo), per la prima volta da Dionisio Trace nel IX secolo; la prima edizione antica del nostro testo fu curata (1804) dal Birch nell'Auctarium in base a due codici, uno Vaticano (F) e l'altro Viennese (G). Il Thilo intendeva inserirla nella sua opera (Codex apocryphus Novi Testamenti, I, Lipsiae 1832) e ne collazionò il testo su altri due mss. di Parigi, ma la morte prematura non gli permise la realizzazione di tutta l'opera; il Tischendorf aggiunse a quelli del Birch altri cinque mss., tre Veneziani (A, C, E) e due Parigini (B, D) che, come quelli del Birch, non risalgono al di là del XIV secolo: realizzò comunque la migliore edizione critica di questa interessante e caratteristica Apocalisse.

Il materiale è certamente assai più antico dei mss. che ce l'hanno conservato come si può arguire anche dal sostanziale accordo con l'opera De consummatione mundi (22 s.) dello Ps. Ippolito (cfr. PG 10, 924 ss.) e, pur mancando dati precisi, si suole ritenere che lo scritto risalga al V-VI secolo.

La traduzione data nelle pagine seguenti è fatta sull'edizione critica del Tischendorf e tiene conto, nelle note, sia delle principali lezioni varianti offerte da codici già noti al critico sia di quelle riscontrate nel ms. pubblicato dal Nau.


APOCALISSE DI GIOVANNI *
Apocalisse del beato Giovanni il teologo


[1] Dopo l'ascensione del Signore nostro Gesù Cristo, io, Giovanni, mi recai da solo sul monte Tabor, là dove egli ci aveva mostrato la sua immacolata divinità, e non potendo reggermi caddi a terra e pregai il Signore e dissi: "Signore, mio Dio, che mi hai fatto degno di diventare tuo servo, ascolta la mia voce e ammaestrami sulla tua venuta. Quando verrai sulla terra che cosa accadrà? Il cielo, la terra, il sole e la luna che cosa diverranno in quei giorni? Manifestami ogni cosa! Sono certo, infatti, che darai ascolto al tuo servo".

[2] Passai sette giorni in preghiera. Poi una luce splendente mi rapì dal monte, mi pose davanti alla faccia del cielo e udii una voce che mi diceva: "Guarda su in alto, servo di Dio Giovanni, e comprendi!". Guardai e vidi il cielo aperto, da esso usciva un profumo aromatico grandemente piacevole e vidi un'immensa fonte di luce più splendente del sole.

[3] E di nuovo udii una voce che mi disse: "Giusto Giovanni, contempla!". Gettai uno sguardo e vidi che c'era un libro il cui volume, a mio giudizio, uguagliava quello di sette montagne: la sua lunghezza era inafferrabile da mente umana ed aveva sette sigilli. Dissi: "Signore, mio Dio, rivelami quanto è scritto in questo libro!".

[4] Udii una voce che mi disse: "Giusto Giovanni, ascolta! In questo libro che tu hai visto vi sono scritte le cose che sono nel cielo, sulla terra e nell'abisso, i giudizi e la giustizia di ogni natura umana".

[5] Domandai: "Signore, quando avverranno queste cose e quei tempi come si distingueranno?".

E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! In quel tempo vi sarà abbondanza di grano e di olio, quale non fu mai sulla terra né più vi sarà fino a quando non giungeranno quei tempi. Allora una spiga di grano produrrà una mezza chenice, il tralcio di una vite produrrà mille grappoli e il grappolo produrrà mezza brocca di vino. Ma nell'anno seguente sulla faccia di tutta la terra non si troverà mezza chenice di grano né una brocca di vino".

L'anticristo


[6] Domandai ancora: "Signore, da allora che cosa accadrà?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora si manifesterà il negatore e il confinato nella tenebra, colui che è detto anticristo". E dissi di nuovo: "Signore, rivelami com'è".

[4] Il Cod. B aggiunge, al termine del paragrafo: "E si manifesteranno al compimento del secolo nel prossimo giudizio conformemente alla norma vista dal profeta Daniele: siederà, aprirà i libri, siederanno poi anche i dodici apostoli per giudicare le dodici tribù di Israele. Udite queste cose dal mio Signore, l'interrogai nuovamente: "Indicami, Signore mio, quando ciò avverrà, quali sono i segni distintivi, i tempi e i momenti, affinché a mia volta l'annunzi ai miei fratelli, agli apostoli, e a tutti coloro che credono nel tuo nome santo"".

[7] E udii una voce che mi disse: "L'aspetto del suo volto è caliginoso, i capelli della sua testa appuntiti come frecce, le sue ciglia come un campo, il suo occhio destro come l'astro che sorge al mattino, l'altro come quello di un leone, la sua bocca larga un cubito, i suoi denti lunghi una spanna, le sue dita come falci, due spanne l'impronta dei suoi piedi e sul suo volto c'è scritto "anticristo". S'alzerà fino al cielo e s'abbasserà fino agli inferi compiendo inganni.

Allora io farò il cielo bronzeo affinché non dia la pioggia alla terra; le nubi le nasconderò in luoghi segreti e abbasserò le corna dei venti affinché il vento non soffi più sulla terra".

[8] Domandai ancora: "Signore, e quanti anni passerà costui sulla terra?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Quei periodi saranno di tre anni, ma farò i tre anni come tre mesi e i tre mesi come tre settimane e le tre settimane come tre giorni e i tre giorni come tre ore e le tre ore come tre minuti, come disse il profeta David: "Il suo trono hai abbattuto a terra, hai abbreviato i giorni del suo tempo e lo hai avvolto di confusione".

Allora manderò Enoc ed Elia per confutarlo; essi manifesteranno quanto sia bugiardo e ingannatore, ma egli li ucciderà sull'altare, come disse il profeta: "Allora sul mio altare sacrificheranno vitelli"".

[9] Domandai ancora: "Signore, e poi che cosa accadrà?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora avrà fine ogni natura umana e non vi sarà più uomo vivo su tutta la terra".

Il suono della tromba


Domandai di nuovo: "Signore, e poi che cosa accadrà?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora manderò i miei angeli, asporteranno i corni dell'ariete posti sulla nuvola, usciranno fuori dal cielo e Michele e Gabriele suoneranno con quei corni, come predisse il profeta David: "Con un suono di tromba di corno". Quel suono di tromba si udrà da una estremità all'altra estremità dell'ecumene; dal suono di quella tromba si scuoterà tutta la terra, come predisse il profeta, e alla voce dello struzzo risorgerà ogni erba, cioè alla voce dell'arcangelo risorgerà tutta l'umana natura".

[10] Domandai ancora: "I morti da Adamo fino a oggi, gli abitanti degli inferi dall'eternità e i morti negli ultimi secoli, come risorgeranno?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Tutta l'umana natura risorgerà di trent'anni".

[11] Domandai ancora: "Signore, maschi e femmine finiscono gli uni vecchi, altri giovani e altri bambini: nella risurrezione come risorgeranno?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Come le api non differiscono l'una dall'altra, ma sono tutte d'una forma e d'una sola età, così sarà nella risurrezione di ogni uomo; non ci sarà più giallo, rosso e nero, neppure l'etiope o volti diversi, bensì tutti risorgeranno d'una sola forma e d'una sola età; tutta la natura umana risorgerà incorporea, come vi dissi: "Nella risurrezione non si sposeranno né saranno dati in matrimonio, ma saranno come angeli di Dio"".

[12] Domandai ancora: "Signore, vi sarà in quel mondo la conoscenza reciproca del fratello verso il fratello, dell'amico verso l'amico, del padre verso i suoi propri figli e dei figli verso i loro genitori?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, Giovanni! Per i giusti vi sarà la conoscenza, ma non per i peccatori i quali nella risurrezione non potranno riconoscersi reciprocamente".

Io, Giovanni, domandai di nuovo: "Signore, là vi sarà ricordo delle cose di quaggiù, dei campi, delle vigne e delle altre cose di quaggiù?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Il profeta David afferma: "Mi ricordai che siamo polvere. L'uomo ha i giorni come l'erba, come un fiore dei campi così appassisce, giacché il di lui spirito se ne va ed egli più non sussiste, e non riconoscerà più il suo posto". Ed egli disse ancora: "Il suo spirito l'abbandonerà ed egli se ne ritornerà nella sua terra. In quel giorno periranno tutti i suoi ragionamenti"".

[13] Domandai ancora: "Signore, e poi che cosa ci sarà?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Dopo manderò i miei angeli sulla faccia di tutta la terra e asporteranno dalla terra ogni cosa di valore e ogni cosa preziosa, le venerate e sante icone, le croci di valore e preziose, le cose sacre delle chiese, i libri divini e sacri. Tutte le cose preziose e sacre saranno trasportate dalle nuvole nell'atmosfera. Ordinerò poi di drizzare il grande e augusto scettro, sul quale stesi le mie mani, e tutte le schiere dei miei angeli l'adoreranno.

Allora tutta la natura umana sarà drizzata sulle nuvole come predisse l'apostolo Paolo: "Insieme con essi saremo rapiti sulle nuvole incontro al Signore nell'atmosfera". Uscirà allora ogni spirito cattivo sia sulla terra sia nell'abisso, ovunque si trovi sulla faccia da Oriente a Occidente, e si assocerà a colui che è sostenuto dal diavolo, cioè dall'anticristo, e si drizzerà sulle nubi".

Il segno del figlio dell'uomo


[14] Domandai ancora: "Signore, poi che cosa accadrà?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora manderò i miei angeli sulla faccia della terra, bruceranno la terra per ottomilacinquecento cubiti; saranno bruciate le grandi montagne, saranno fuse tutte le rocce e saranno ridotte in polvere, sarà bruciato ogni albero, ogni animale, ogni rettile che striscerà sulla terra, ogni essere che vive su di essa, ogni volatile che vola nell'atmosfera, e su tutta la faccia della terra non si muoverà più alcun essere e la terra se ne starà immobile".

[15] Domandai ancora: "E dopo, Signore, che cosa farai?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora coprirò le quattro parti dell'Oriente e ne usciranno i quattro grandi venti che purificheranno tutta la faccia della terra, da una estremità all'altra estremità della terra. Il Signore purificherà la terra dal peccato, la terra si imbiancherà come la neve, diverrà come un foglio di carta priva di spelonche, di monti, di colli, di rocce, e dall'Oriente all'Occidente la faccia della terra sarà come una tavola bianca come la neve. I suoi lombi saranno bruciati e griderà verso di me dicendo: "Sono vergine davanti a te, Signore, ed in me non c'è alcun peccato, come predisse il profeta David: Mi aspergerai con issopo e sarò puro, mi laverai e diverrò più bianco della neve"".

Disse ancora: "Ogni fossa sarà riempita, ogni monte e colle sarà abbassato, i sentieri storti saranno raddrizzati, le vie difficili diverranno pianeggianti e ogni carne vedrà la salvezza di Dio".

[16] Domandai ancora: "E dopo, Signore, che cosa farai?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora la terra sarà purificata dal peccato, tutta la terra sarà riempita di profumo per la mia prossima discesa sulla terra. Allora uscirà il grande e venerabile scettro mentre lo venerano migliaia di angeli, come fu predetto: "Allora apparirà dal cielo il segno del Figlio dell'uomo con potenza e molta gloria; l'artefice iniquo lo vedrà allora con i suoi ministri, manderà un gran ruggito e tutti gli spiriti impuri saranno posti in fuga".

Da una forza invisibile vinti, non avendo dove fuggire, digrigneranno i loro denti contro di lui, dicendogli: "Dov'è la tua forza? Come hai potuto ingannarci? Siamo fuggiti e siamo decaduti dalla gloria che avevamo da colui che sta per venire a giudicarci con tutta la natura umana. Guai a noi, giacché ci scaccerà nelle tenebre esteriori!"".

[17] Domandai ancora: "E dopo, Signore, che cosa farai?". E udii una voce che mi disse: "Dopo manderò un angelo dal cielo il quale griderà a gran voce: "Ascolta, terra, e sii forte, dice il Signore, io infatti vengo da te!".

La voce dell'angelo si udrà da una estremità all'altra estremità dell'ecumene e fino in fondo all'abisso. Poi si scatenerà tutta la forza degli angeli e degli esseri dai molti occhi; si udrà nei cieli un frastuono grande, si scuoteranno i nove strati del cielo, timore e stupore si verserà su tutti gli angeli. Allora i cieli si spaccheranno dal sorgere del sole fino al tramonto, scenderà sulla terra una innumerevole quantità di schiere angeliche, si apriranno i tesori dei cieli e faranno scendere ogni cosa preziosa e il profumo degli aromi, e faranno scendere sulla terra anche Gerusalemme abbigliata come una sposa. Davanti a me procederanno poi miriadi di angeli e arcangeli sostenendo il mio trono e gridando: "Santo, santo, santo il Signore Sabaot! Il cielo e la terra sono pieni della tua gloria!".

Poi uscirò io con potenza e gloria molta, ogni occhio mi vedrà sulle nuvole e allora si piegherà ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra. Il cielo rimarrà vuoto e io discenderò sulla terra; tutte le cose che si trovano nell'atmosfera saranno fatte scendere sulla terra: tutta la natura umana e ogni spirito cattivo insieme all'anticristo, e saranno posti davanti a me tutti nudi e scoperti".

Il libro con i sigilli


[18] Domandai ancora: "Signore, che ne sarà dei cieli, del sole, della luna e degli astri?". E udii una voce che mi disse: "Osserva, giusto Giovanni!". Guardai e vidi un agnello con sette occhi e sette corna. E udii nuovamente una voce che mi disse: "Ordinerò che l'agnello venga al mio cospetto, e poi dirò: "Chi aprirà questo libro?". E tutta la massa degli angeli risponderà: "Sia dato all'agnello questo libro affinché lo apra!". Poi ordinerò di aprire il libro.

[19] Quando avrà aperto il primo sigillo, cadranno le stelle da una estremità all'altra estremità.

Quando avrà aperto il secondo sigillo, si nasconderà la luna e in essa non vi sarà più luce.

Quando avrà aperto il terzo sigillo, si spegnerà la luce del sole e sulla terra non vi sarà più luce.

Quando aprirà il quarto sigillo, i cieli si scioglieranno e l'atmosfera sarà sconvolta, come dice il profeta: "Opera delle tue mani sono i cieli: essi periranno ma tu permarrai, tutti invecchieranno come un vestito".

Quando avrà aperto il quinto sigillo, si spaccherà la terra e rivelerà tutti i luoghi di tormento che si trovano sulla faccia della terra.

Quando aprirà il sesto sigillo, scomparirà la metà del mare.

Quando aprirà il settimo sigillo, apparirà l'Ade".

Il giudizio


[20] Domandai: "Signore, chi è che sarà interrogato per primo e sottoposto al giudizio?". E udii una voce che mi disse: "Gli spiriti immondi e l'avversario. Ordinerò loro di andare nella tenebra esteriore; là vi sono le fosse sotterranee".

Domandai: "Signore, in qual luogo si trova?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Se un uomo di trent'anni potesse arrotolare una pietra e gettarla giù nel baratro, precipitando per vent'anni ancora non perverrebbe fino in fondo all'Ade. Come predisse il profeta David: "E pose la tenebra come suo velo"".

[21] Domandai: "Signore, quale lingua sarà interrogata dopo di loro?" E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! A partire da Adamo saranno interrogate le lingue e l'ellenismo: coloro che credettero negli idoli, nel sole e negli astri, quelli che macchiarono la fede con l'eresia, quelli che non credettero nella santa risurrezione, quelli che non confessarono il Padre e il Figlio e lo Spirito santo. Dopo li invierò nell'Ade, come predisse il profeta David: "I peccatori saranno cacciati nell'Ade, tutte le genti dimentiche di Dio!". Ed egli disse ancora: "Li pose come pecore nell'Ade, li pascerà la morte"".

[22] Domandai ancora: "Signore, dopo di loro chi giudicherai?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Allora sarà interrogata la stirpe degli Ebrei, coloro cioè che mi inchiodarono al legno come un malfattore".

Domandai: "Quale supplizio toccherà a costoro e qual luogo, per averti fatto queste cose?". E udii una voce che mi disse: "Questi saranno respinti nel Tartaro, come predisse il profeta David: "Gridarono verso il Signore, ma non c'era chi salvasse, e non li ascoltò"; e anche l'apostolo Paolo disse: "Quanti senza legge peccarono, senza legge periranno, e coloro che peccarono nella legge saranno giudicati per mezzo della legge"".

[23] Domandai ancora: "Signore, che ne sarà di quanti ricevono il Battesimo?". E udii una voce che mi disse: "Allora sarà interrogata la stirpe dei cristiani, quelli che ricevono il Battesimo: a un mio cenno verranno i giusti; gli angeli procederanno a segregarli dai peccatori, come predisse il profeta David: "Il Signore non permetterà che il bastone dei peccatori sia sulla sorte dei giusti".

Tutti i giusti si porranno alla mia destra e brilleranno come il sole. Come vedi, Giovanni, le stelle del cielo, radunate tutte insieme, brillano di una luce diversa; così sarà per i giusti e per i peccatori: i giusti brilleranno come astri, come il sole, mentre i peccatori saranno tenebrosi".

[24] Domandai ancora: "Signore, tutti i cristiani andranno allo stesso tormento? Re, pontefici, sacerdoti, patriarchi, ricchi e poveri, servi e liberi?". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Come predisse il profeta David: "La pazienza dei miseri, alla fine, non perirà". Quanto ai re, saranno spinti come prigionieri di guerra e piangeranno come ragazzi. Quanto ai patriarchi, ai sacerdoti e ai leviti peccatori, saranno suddivisi tra i vari tormenti conformemente alla colpa di ognuno: alcuni nel fiume di fuoco, altri divorati da vermi che mai si riposano, altri nel pozzo del tormento dalle sette bocche. E' tra questi tormenti che saranno suddivisi i peccatori".

Il paradiso


[25] Domandai ancora: "Signore, i giusti dove dimoreranno?". E udii una voce che mi disse: "Allora si manifesterà il paradiso, e il mondo intero e il paradiso diverranno una cosa sola, i giusti saranno sulla faccia di tutta la terra con i miei angeli, come predisse lo Spirito santo per mezzo del profeta David: "I giusti poi erediteranno la terra e dimoreranno su di essa per i secoli dei secoli"".

[26] Domandai ancora: "Signore, quant'è la quantità degli angeli? E chi sono di più: gli angeli o gli uomini?". E udii una voce che mi disse: "La quantità degli angeli è la stessa di quella della stirpe degli uomini, come disse il profeta: "Stabilì i confini dei popoli secondo il numero degli angeli di Dio"".

[27] Domandai ancora: "Signore, e poi che farai? E come sarà il mondo? Rivelami ogni cosa". E udii una voce che mi disse: "Ascolta, giusto Giovanni! Da allora non vi sarà più fatica, non vi sarà più dolore, non vi sarà più gemito, non vi saranno più rancori, non vi saranno più lacrime, non vi sarà più invidia, non vi saranno più odii tra fratelli, non vi saranno più ingiustizie, non vi sarà più alterigia, non vi saranno più detrazioni, non vi saranno più amarezze, non vi saranno più gli affanni della vita, non vi saranno più le fatiche dei genitori e dei figli, non vi sarà più la fatica per il denaro, non vi saranno più pensieri cattivi, non vi sarà più il diavolo, non vi sarà più la morte, non vi sarà più la notte, ma sarà sempre giorno.

Come preannunciai: Ho pure altre pecore che non sono di questo ovile, uomini cioè simili agli angeli per la loro virtuosa condotta, ed anche quelli io devo guidare: udranno la mia voce e vi sarà un solo gregge e un pastore".

[28] Udii ancora una voce che mi disse: "Ecco, giusto Giovanni, tu hai udito tutte queste cose! Affida queste cose a uomini fedeli affinché ammaestrino anche altri e non le disprezzino, né gettino le nostre perle davanti ai porci i quali le calpesterebbero con i loro piedi".

Mentre stavo ascoltando questa voce, la nube mi abbassò e mi depose sul monte Tabor. E venne a me una voce che disse: "Beati coloro che custodiscono il giudizio e compiono la giustizia in ogni tempo. E beata la casa ove si trova questa disposizione testamentaria, come disse il Signore: "Colui che mi ama, osserva le mie parole in Cristo Gesù, Signore nostro. A lui la gloria nei secoli. Così sia"".

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