Testi apocrifi - Apocalisse di Mosè e vita di Adamo ed Eva - Profezie On Line

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Apocrifi

TESTI APOCRIFI
Apocalisse di Mosè
e vita di Adamo ed Eva




Storia e vita di Adamo ed Eva, i primi uomini, quale fu rivelata da Dio al suo servo Mosè, quand'egli ricevette dalla mano del Signore le tavole della Legge (che sanciscono) l'alleanza, istruito (in questo) dall'arcangelo Michele.

[1] Questa è la storia di Adamo ed Eva. Una volta che furono usciti dal paradiso, Adamo prese sua moglie Eva e si recò a oriente, e vi rimase diciotto anni e due mesi. Eva concepì e generò due figli: Diafotos, chiamato Caino, e Amilabes, chiamato Abele.

[2] E dopo di ciò Adamo ed Eva stettero insieme. Mentre erano a letto, Eva disse ad Adamo, suo signore: "Mio signore, stanotte ho visto in sogno che il sangue di mio figlio Amilabes - chiamato Abele - veniva versato nella bocca di Caino, che lo ha bevuto senza pietà. (Amilabes) lo pregava di lasciargliene un po', ma egli lo ha bevuto fino in fondo senza ascoltarlo. Però non è riuscito a trattenerlo nello stomaco, ma lo ha vomitato". Allora Adamo disse ad Eva: "Su', andiamo a vedere che cosa gli è successo; non vorrei che il Nemico tramasse qualcosa contro di loro".

[3] I due si mossero e scoprirono che Abele era stato ucciso per mano di suo fratello Caino. Dice Dio all'arcangelo Michele: "Fa' ad Adamo questa raccomandazione: "Non svelare a tuo figlio il segreto che conosci, perché è un iracondo. Ma non esser triste: ché al suo posto ti darò un altro figlio. Questi ti indicherà tutto quel che devi fargli; ma tu non dirgli niente"". Questo Dio disse al suo angelo. Quanto ad Adamo, serbò nel suo cuore le parole dette, ed Eva fece lo stesso, benché fossero addolorati per il loro figlio Abele.

[4] Dopo di ciò Adamo conobbe sua moglie Eva, ed ella concepì e generò Seth. E Adamo dice ad Eva: "Ecco, abbiamo generato un figlio al posto di Abele, che è stato ucciso da Caino. Rendiamo gloria a Dio e offriamogli sacrifici".

[5] Adamo generò trenta figli e altrettante figlie. Caduto ammalato, disse gridando a gran voce: "Vengano a me tutti i miei figli, affinché li possa vedere prima di morire". E si riunirono tutti dalle tre parti della terra che avevano popolato; e vennero alla porta della casa dov'egli andava a pregare Dio. Chiese suo figlio Seth: "Padre Adamo, che male hai?". Risponde (Adamo): "Sto molto male, figli miei!". Ed essi rincalzano: "Di quale dolorosa malattia si tratta?"

[6] (Allora) Seth prende la parola per dirgli: "Padre, pensi forse al paradiso (e ai frutti) che mangiavi, e ti struggi dal desiderio (che provi) per essi? Se le cose stanno così, dimmelo, che vado a prenderti un frutto del paradiso. Ché mi cospargerò il capo di sterco, piangerò e pregherò; il Signore mi ascolterà e manderà il suo angelo, e io ti porterò di che placare la tua pena". Gli replica Adamo: "No, Seth, figlio mio; è che sto molto male". Gli chiede (ancora) Seth: "Come ti è venuto?"

[7] Gli rispose Adamo: "Quando Dio ci creò - me e vostra madre, quella per cui muoio -, ci diede ogni albero del paradiso; di uno solo ci vietò di mangiare, ed è per causa di questo che moriamo. Venne l'ora in cui gli angeli che custodivano vostra madre, dovevano salire ad adorare il Signore. Allora il Nemico le diede da mangiare dell'albero, ben sapendo che n‚ io n‚ gli angeli santi le eravamo vicini. Poi ne diede da mangiare anche a me.

[8] Quando tutt'e due se ne fu mangiato, Dio montò in collera con noi. Il Signore venne nel paradiso e vi pose il suo trono, e mi chiamò con voce tremenda: "Adamo, dove sei? A che pro' sottrarti alla mia vista? Potrà forse una casa celarsi a chi l'ha costruita?" E aggiunse: "Giacché non hai osservato il mio patto, ho inferto al tuo corpo settanta piaghe. Il male causato dalla prima piaga colpisce gli occhi; quello della seconda piaga l'udito, e così via".

[9] Mentre così parlava ai suoi figli; Adamo emise alti gemiti e soggiunse: "Che fare? Mi trovo in una grave ambascia". Anche Eva pianse: "Adamo, mio signore, su', dammi da sopportare metà del tuo male, visto che è per causa mia che ti è capitato, visto che è per causa mia che sei in preda a un grave dolore". Disse Adamo ad Eva: "Su, va' con nostro figlio Seth nei pressi del paradiso; cospargetevi il capo di terra e piangete, supplicate Dio di avere pietà di me: invii nel paradiso il suo angelo e mi dia dell'albero da cui stilla l'olio, sicché tu me (ne) porti; e ungendome(ne) io ne riceva sollievo. (Poi) ti spiegherò come fummo ingannati".

[10] Seth ed Eva andarono dalle parti del paradiso. Mentre erano in cammino, Eva vide una bestia che lottava con suo figlio. Eva disse piangendo: "Ahimè, ahimè, se arrivo al giorno della resurrezione, tutti i peccatori mi malediranno dicendo: "Eva non ha osservato il comandamento di Dio"". Eva (allora) disse alla bestia gridando: "Tu, o bestia malvagia, non ti periterai di lottare con l'immagine di Dio? Come hai potuto aprire la bocca e aguzzare i denti? Come hai potuto scordare che un tempo eri sottomessa all'immagine di Dio?"

[11] Allora la bestia gridò (a sua volta) dicendo: "Eva, la tua arroganza e il tuo pianto non riguardano noi, ma te, ché da te è venuto il potere alle bestie. Come hai potuto aprire la bocca per mangiare dell'albero di cui Dio ti aveva proibito di mangiare? A motivo di ciò anche la nostra natura è cambiata. Ordunque, se prenderò a rimproverarti, non potrai sopportarlo".

[12] Ingiunge Seth alla bestia: "Chiudi la bocca e taci, sta' lontano dall'immagine di Dio fino al giorno del giudizio". Allora la bestia replica a Seth: "Ecco, Seth, che mi allontano dall'immagine di Dio". Allora la bestia fuggì lasciandolo ferito; ed egli si ritirò nella sua tenda.

[13] Seth andò con sua madre Eva nei pressi del paradiso; e là piansero, supplicando Dio di mandare il suo angelo e di dar loro l'olio della misericordia. E Dio inviò l'arcangelo Michele, che gli disse: "Seth, uomo di Dio, quanto all'albero da cui stilla l'olio che serve per ungere tuo padre Adamo, non darti la pena di pregare; ché non lo avrai ora, ma negli ultimi tempi. Allora risorgerà ogni carne (tutti gli uomini vissuti a partire) da Adamo fino a quel gran giorno, quanti apparterranno al popolo santo; allora sarà data loro tutta la gioia del paradiso, e Dio starà in mezzo a loro. E non vi sarà più chi pecchi davanti a lui, perché saranno privati del cuore malvagio e riceveranno un cuore capace di comprendere il bene e di servire Dio solo. Ritorna da tuo padre, perché non ha che tre giorni di vita. Stai per assistere a una (scena) terribile: l'ascesa dell'anima che esce da lui".

[14] Detto ciò, l'angelo si congedò da loro. Quanto a Seth e ad Eva, si recarono alla tenda dove giaceva Adamo. Adamo (allora) si rivolge ad Eva: "Che cosa ci hai fatto! Ci hai attirato addosso una grande collera: la morte, che ha la meglio su tutta la nostra razza". E continuò (ancora rivolto) a lei: "Convoca tutti i nostri figli e i figli dei nostri figli, e racconta loro come abbiamo peccato".

* [15] Allora Eva dice loro: "Ascoltate, voi tutti, figli miei e figli dei miei figli, ché vi racconto come il nostro nemico ci ha ingannato. Avvenne, mentre facevamo la guardia al paradiso - custodivamo ciascuno la parte che Dio gli aveva assegnata; quanto a me, vigilavo sulla parte che mi era toccata, il sud e l'ovest -, che il diavolo penetrasse nel lotto di Adamo, dove si trovavano gli animali maschi. Ché Dio aveva suddiviso fra noi gli animali: i maschi li aveva affidati tutti a vostro padre, mentre le femmine le aveva affidate tutte a me, e ciascuno badava alla sua parte.

[16] E il diavolo si rivolse al serpente con queste parole: "Su', avvicinati: voglio dirti una parola che ti tornerà utile". Allora il serpente andò da lui, e il diavolo gli dice: "Ho sentito dire che sei il più intelligente fra tutti gli animali e sono venuto per vedere se è vero. Ho scoperto che sei superiore a tutti gli animali e che essi hanno buoni rapporti con te; purtuttavia t'inchini davanti a chi è inferiore (a te). Perché ti nutri della zizzania di Adamo e di sua moglie, e non dei frutti del paradiso? Suvvia, facciamo in modo che sia cacciato dal paradiso per causa di sua moglie, così come anche noi ne fummo cacciati per causa sua". Gli replica il serpente: "Temo che il Signore si adiri con me". (Lo) rassicura il diavolo: "Non temere. Fammi solo da supporto; sarò io a proferire per bocca tua parole con cui potrai ingannarla". [17] E subito si arrampicò sulle mura del paradiso: era circa l'ora in cui gli angeli salivano ad adorare Dio. Allora Satana, assunte le sembianze di un angelo, cantava inni a Dio come gli angeli. Quando mi sporsi dal muro, mi apparve simile a un angelo. E mi chiede: "Sei tu Eva?" E io gli risposi: "Sì". E aggiunge: "Che fai in paradiso?" Alla sua domanda risposi: "Dio ci ha messi a fare la guardia e a mangiarne (dei suoi frutti). Per bocca del serpente mi rispose il diavolo: "Bravi, però non mangiate di ogni albero". (Allora) gli faccio osservare: "E' vero, mangiamo di ogni albero ad eccezione di uno solo, che si trova nel centro del paradiso: Dio ci ha proibito di mangiarne, pena la morte certa".

[18] Allora il serpente mi dice: "Giuro che mi dispiace per voi, perché siete come bestie. Voglio che lo sappiate. Ma, su', dammi retta e mangia(ne) e apprezzerai il valore dell'albero". Ma io gli replicai: "Temo che Dio monti in collera con me, come ci ha minacciato (di fare). Ma egli aggiunge: "Non temere: ché, non appena ne avrai mangiato, ti si apriranno gli occhi, e sarete come dèi che sanno distinguere il bene dal male. Dio sapeva che sareste stati simili a lui, e per gelosia vi ha detto: 'Non mangiatene'. Ma tu avvicinati all'albero, e vedrai intorno ad esso un grande splendore". Mi avvicinai all'albero e vidi intorno ad esso un grande splendore. Gli dissi che era bello a vedersi, ma esitavo a prendere del frutto. (Allora) m'incoraggia: "Qua, che te ne do io; seguimi''. [19] Gli aprii ed egli entrò nel paradiso, dove mi precedette. E dopo aver gironzolato un po', si voltò per dirmi: "Ho cambiato idea, non ti darò da mangiare (del frutto dell'albero)". Ma lo disse col proposito d'ingannarmi e di rovinarmi completamente. E aggiunge rivolto a me: "Giurami che ne darai anche a tuo marito. Ma io gli risposi: "Non so come giurare; però ti dico quel che so: (giuro) per il trono del Signore, per i Cherubini e per l'albero della vita, che (ne)

darò da mangiare anche a mio marito. Quando mi ebbe strappato il giuramento, allora si affrettò a salire sull'albero e iniettò il veleno della sua malvagità, cioè del suo desiderio nel frutto che mi diede da mangiare; ché il desiderio è all'origine di ogni peccato. Curvato il ramo fino a terra, presi del frutto e ne mangiai.

[20] E in quello stesso istante mi si aprirono gli occhi e mi accorsi che ero nuda della giustizia di cui (prima) ero rivestita. E dissi piangendo: "Che cosa mi hai fatto! Mi hai privato della mia gloria, (quella) di cui ero rivestita". Però piangevo anche a motivo del giuramento. Quegli (nel frattempo) era sceso dall'albero e si era dileguato. Quanto a me, cercavo nella mia parte (di paradiso) delle foglie con cui coprirmi le pudenda, ma non ne trovai sugli alberi del paradiso, giacché, non appena ne avevo mangiato, tutti gli alberi (che si trovavano) nella mia parte avevano perso le foglie, ad eccezione di uno solo, il fico. Presene delle foglie, me ne feci delle coperture, e si trattava degli stessi alberi dei quali avevo mangiato!

[21] (Allora) dissi gridando a gran voce: "Adamo, Adamo, dove sei? Su, vieni da me, che ti rivelo un gran segreto. Ma quando vostro padre venne, gli dissi parole colpevoli, quelle che ci hanno privato di una grande gloria. Ché, non appena giunse, aprii la bocca - ma era il diavolo a parlare - e cominciai a imbonirlo con queste parole: "Su, Adamo, mio signore, dammi retta e mangia del frutto dell'albero che Dio ci ha proibito di mangiare, e sarai come Dio. Ma vostro padre rispose dicendo: "Temo che Dio si adiri con me". Però io lo rassicurai: "Non temere; ché, non appena ne avrai mangiato, conoscerai il bene e il male". Una volta che l'ebbi convinto, (ne) mangiò e gli si aprirono gli occhi; e anch'egli si accorse di esser nudo. (Allora) mi apostrofa: "Donna malvagia, che cosa ci hai fatto! Mi hai tolto la gloria di Dio".

[22] E in quel medesimo istante udimmo l'arcangelo Michele che suonava la tromba, chiamando a raccolta gli angeli con queste parole: "Così dice il Signore: 'Venite con me nel paradiso e udite il giudizio con cui giudico Adamo'". Come udimmo l'arcangelo suonare, concludemmo: "Ecco, Dio viene nel paradiso a giudicarci". Presi da paura, ci nascondemmo. E Dio venne nel paradiso montato su di un carro (trainato) da Cherubini, mentre gli angeli gli cantavano inni di lode. Nel momento in cui Dio entrò nel paradiso, gli alberi del lotto di Adamo e quelli del mio fiorirono tutti e il trono di Dio si era piantato dove si trovava l'albero della vita.

[23] E Dio chiamò Adamo con queste parole: "Adamo, dove ti sei nascosto, pensando che non ti trovassi? Potrà forse una casa nascondersi a chi l'ha costruita?" Allora vostro padre rispose dicendo: "Signore, non ci nascondiamo nell'illusione che tu non ci trovi, ma ho paura, perché sono n u d o, e provo vergogna davanti alla tua potenza, Signore". Gli domanda Dio: "Come hai potuto apprendere che eri nudo, se non trasgredendo il comandamento che ti avevo detto di osservare?" Allora Adamo si rammentò di quel che gli avevo detto, quando volevo ingannarlo - che non avrebbe corso alcun pericolo da parte di Dio. Rivoltosi a me, mi disse: "Che cosa hai fatto!" Ma anch'io mi rammentai delle parole del serpente e gli dissi ch'era stato il serpente a ingannarmi.

[24] Dice Dio ad Adamo: "Giacché hai trasgredito il mio comando per dar retta a tua moglie, maledetta (sarà) la terra a causa delle tue opere: ché, quando la lavorerai, non renderà al massimo, ma ti darà spine e triboli, e col sudore della tua fronte mangerai il tuo pane. Dovrai sopportare molti affanni: lavorerai senza sosta, oppresso dall'amarezza, e non gusterai la dolcezza, oppresso (come sarai) dalla calura o intirizzito dal freddo. Faticherai molto ma senza arricchirti; t'ingrasserai ma non per sempre; e gli animali su cui eri signore ti si rivolteranno contro, perché non hai osservato il mio comandamento".

[25] Rivoltosi poi a me il Signore mi dice: "Giacché hai trasgredito il mio comandamento per dar retta al serpente, partorirai con dolore (provando) sofferenze insopportabili: genererai figli fra molti tremori e nello stesso istante in cui partorirai, perderai la vita in conseguenza del grave travaglio e dei dolori. Confessando dirai: 'Signore, Signore, salvami e non mi darò (più) al peccato della carne'. E per questo, per le tue parole, ti giudicherò, per l'ostilità che il Nemico ha posto in te; ti volgerai di nuovo verso tuo marito ed egli dominerà su di te.

[26] Dopo avermi parlato in questo modo, si rivolse al serpente in preda a una grande collera e gli disse: "Giacché hai fatto questo e ti sei trasformato in strumento di disgrazia, fino ad ingannare i cuori innocenti, (sarai) maledetto fra tutti gli animali. Sarai privato del cibo che mangiavi, e ti nutrirai di fango per tutti i giorni della tua vita. Striscerai sul petto e sul ventre e non avrai più mani e piedi; non ti sarà lasciato n‚ orecchio n‚ ala e neppur una di tutte le membra colle quali, nella tua malizia, li adescasti facendoli cacciare dal paradiso. Porrò inimicizia fra te e il seme di lui. Egli ti insidierà il capo e tu (gl'insidierai) il calcagno fino al giorno del giudizio".

[27] Dopo aver parlato in questo modo, comanda ai suoi angeli di cacciarci dal paradiso. Mentre venivamo cacciati non senza gemere, vostro padre Adamo supplicò gli angeli con queste parole: "(Ancora) un po' lasciatemi supplicare Dio di avere misericordia e pietà di me, ché io solo ho peccato". (Allora) essi non lo cacciarono più; e Adamo gridò piangendo: "Perdonami, Signore, di quel che ho fatto". Allora il Signore rimprovera i suoi angeli: "Perché non cacciate più Adamo dal paradiso? Forse che sono stato io a peccare, oppure ho giudicato male?" Allora gli angeli caddero a terra e si prostrarono davanti al Signore proclamando: "Tu sei giusto, o Signore, e giudichi rettamente.

[28] Rivoltosi ad Adamo, il Signore gli disse: "D'ora (innanzi) non ti permetterò (più) di rimanere in paradiso". E Adamo disse replicando: "Signore, lascia che mangi dell'albero della vita prima di essere cacciato via". Allora il Signore disse ad Adamo: "Non ne potrai avere ora. Ché i Cherubini hanno ricevuto l'ordine di difenderlo da te con la roteante spada di fuoco, perché tu non ne possa assaggiare diventando immortale per sempre; per te ci sarà, invece, la guerra che il Nemico ha posto in te. Ma se, una volta fuori del Paradiso, ti guarderai da ogni male pensando che è meglio morire, quando verrà l'ora della resurrezione, ti farò risorgere e allora riceverai dell'albero della vita, e sarai immortale per sempre".

[29] Dopo aver detto queste cose, il Signore ci fece cacciare dal paradiso. Vostro padre pianse alla presenza degli angeli davanti al paradiso; e gli dicono gli angeli: "Che vuoi che facciamo per te, Adamo? Vostro padre rispose agli angeli dicendo: "Ecco, voi mi cacciate. Vi prego, lasciatemi prendere degli aromi del paradiso: così, una volta fuori, potrò sacrificare a Dio e farmi esaudire da lui. Gli angeli si avvicinarono e dissero a Dio: "Giaele, re eterno, lascia che Adamo prenda degli aromi profumati del paradiso". E Dio diede ordine che Adamo andasse a prendere degli aromi profumati del paradiso.

Come gli angeli lo lasciarono entrare, egli ne raccolse di entrambe le specie: croco, nardo, canna e cinnamomo e (raccolse anche gli) altri semi (utili) per il suo sostentamento. Li prese e uscì dal paradiso; e ci trovammo sulla terra.

[30] Ordunque, figlioli miei, vi ho spiegato come fummo ingannati; voi, però, badate di non abbandonare (la via) del bene".

[31] Dopo aver raccontato queste cose in mezzo ai suoi figli - Adamo giaceva ammalato; ancora un giorno e sarebbe morto -, Eva dice ad Adamo: "Perché tu muori, mentre io sopravvivo? Quanto mi resta da vivere dopo la tua morte? Dimmelo" Allora Adamo risponde ad Eva: "Son problemi che non ti devi porre: ché (tra la mia morte e la tua) non ci corre molto, ma tutt'e due moriremo nello stesso tempo, e anche tu sarai sepolta nel luogo dove sarò sepolto io. Ma quando sarò morto, lasciatemi stare, nessuno mi tocchi finché l'angelo del Signore non (vi) avrà detto che cosa dovete fare; ché Dio non si scorderà di me, ma cercherà la creatura che ha plasmato con le proprie mani. Su', piuttosto prega Dio, finché non ho reso lo spirito nelle mani di chi (me) lo ha dato; perché non sappiamo come sarà l'incontro col nostro creatore, se sarà irato o se vorrà aver pietà di noi".

[32] Allora Eva si levò e uscì fuori e, gettatasi a terra, andava dicendo: "O Dio, ho peccato; ho peccato, padre dell'universo; ho peccato verso di te, ho peccato verso i tuoi angeli eletti, ho peccato verso i Cherubini, ho peccato verso il tuo saldo trono; ho peccato, Signore; ho peccato molto, ho peccato davanti a te, e tutto il peccato che ha coinvolto la creazione è avvenuto per causa mia". Eva stava ancora pregando in ginocchio, quand'ecco che venne da lei l'angelo dell'umanità, che la fece rialzare con queste parole: "Su', Eva, basta coi pentimenti; ecco che Adamo, tuo marito, è uscito dal suo corpo. Su', guarda il suo spirito che sale da colui che l'ha creato per presentarsi a lui".

* [33] Eva (allora) si alzò e si portò la mano al volto. Le dice l'angelo: "Alza lo sguardo da terra!" Eva fissò lo sguardo al cielo e vide un carro luminoso trainato da quattro splendide aquile, la cui magnificenza non poteva essere descritta da nessun essere vivente, così come non se ne poteva vedere il volto. Degli angeli precedevano il carro. Quando giunsero nel luogo dove giaceva vostro padre Adamo, il carro si fermò; e i Serafini s'interposero fra (vostro) padre e il carro. Io vidi degli incensieri d'oro e tre coppe; ed ecco che tutti gli angeli si diressero verso l'altare con l'incenso, i turiboli e le coppe e vi soffiarono dentro, e il fumo dell'incenso coprì i firmamenti. Gli angeli si prostrarono e adorarono Dio, proclamando ad alta voce: "Santo Giaele, perdona, perché si tratta della tua immagine e dell'opera delle tue sante mani". [34] E io, Eva, vidi ancora due esseri misteriosi, grandi e terribili, ritti davanti a Dio. Piansi per lo spavento e dissi gridando a mio figlio Seth: "Seth, lascia stare il corpo di tuo padre Adamo e vieni da me; così vedrai (degli esseri) che mai occhio non vide, che pregano per tuo padre Adamo".

[35] Allora Seth, alzatosi, andò da sua madre, e le chiede: "Che hai? Perché piangi?" Lei gli risponde: "Guarda coi tuoi occhi e vedrai i sette firmamenti aperti, e coi tuoi occhi vedrai il corpo di tuo padre che giace prono. Tutti gli angeli santi che sono con lui pregano per lui dicendo: "Perdonalo, padre dell'universo, ché si tratta della tua immagine". Dunque, Seth, figlio mio, che significato avrà mai ciò? Quando sarà consegnato nelle mani del padre invisibile, nostro Dio? Chi sono i due etiopi che partecipano alla preghiera per tuo padre?"

[36] Risponde Seth a sua madre: "Questi sono il sole e la luna: sono loro che si prostrano e pregano per mio padre Adamo". Gli chiede Eva: "Ma dov'è la loro luce? Perché son diventati neri?" Le risponde Seth: "Non possono risplendere davanti alla luce dell'universo: per questo è stata sottratta loro la luce".

[37] Mentre Seth parlava con sua madre, ecco (che) l'angelo suonò la tromba e tutti gli angeli ch'erano prostrati (a terra) si alzarono ed emisero un grido terribile dicendo: "(Sia) benedetta la gloria del Signore a motivo delle sue opere; ha avuto pietà dell'opera plasmata dalle sue mani, di Adamo". Quando gli angeli ebbero pronunciato queste parole, ecco (che) sopraggiunse uno dei Serafini con sei ali, afferrò Adamo, lo condusse nel lago d'Acheronte, lo purificò per tre volte e lo condusse davanti a Dio. Trascorse tre ore dacché giaceva, il Signore dell'universo, dal santo trono su cui era seduto, stese le mani in questo modo e sollevò Adamo per consegnarlo all'arcangelo Michele con queste parole: "Portalo su nel paradiso, fino al terzo cielo, e lasciavelo fino a quel giorno grande e terribile, che riservo al mondo". Allora Michele sollevò Adamo e lo lasciò dove Dio gli aveva detto. E tutti gli angeli cantavano un inno angelico, pieni di meraviglia per il perdono di Adamo.

[38] Dopo tutto ciò l'arcangelo chiese (che cosa doveva fare) riguardo agli onori funebri da rendere al cadavere; e Dio ordinò che tutti gli angeli si radunassero davanti a lui, ciascuno secondo il suo grado. E tutti gli angeli si radunarono, gli uni con (i) turiboli, gli altri con (le) trombe. E il Signore degli eserciti salì (sul carro) sospinto dai venti: i Cherubini cavalcavano sopra i venti e gli angeli del cielo lo precedevano.

Giunti dove si trovava il corpo di Adamo, lo presero. Quando entrarono nel paradiso, tutti gli alberi del paradiso si agitarono al punto che tutti i nati da Adamo si addormentarono per il profumo (che essi sprigionavano), ad eccezione di Seth, perché era nato per ordine di Dio.

[39] Il corpo di Adamo giaceva sulla (nuda) terra nel paradiso, e Seth ne era molto addolorato. Interviene il Signore Dio: "Adamo, che mai hai fatto! Se avessi osservato il mio comandamento, coloro che ti hanno condotto in questo posto non si rallegrerebbero. Però ti dico che muterò la loro gioia in dolore, e che (viceversa) muterò in gioia il tuo dolore. E dopo averti ripristinato nella condizione delle origini, ti farò sedere sul trono di colui che ti ha ingannato; mentre quello sarà gettato in questo posto e ti vedrà seduto su di esso. Allora sarà giudicato con quanti gli diedero ascolto; e saranno molto addolorati e piangeranno vedendoti sedere sul suo augusto trono".

[40] E allora parlò all'arcangelo Michele: "Va' in paradiso, nel terzo cielo, e portami tre lenzuoli di lino di Siria". E Dio disse a Michele, Gabriele, Uriele e Raffaele: "Stendete i lenzuoli sul corpo di Adamo, portate l'olio profumato e versatevelo sopra". E così facendo resero al cadavere gli onori funebri (che gli erano dovuti). Proseguì il Signore: "Si porti anche il corpo di Abele". Portarono degli altri lenzuoli e fecero lo stesso anche con lui, poiché era rimasto insepolto dal giorno in cui suo fratello Caino lo aveva ucciso. Ché il malvagio Caino si era dato molto da fare per nasconderlo, ma non vi era riuscito. La terra, infatti, non voleva accoglierlo accampando queste ragioni: "Non accoglierò un altro corpo, finché non ritorni a me la terra che mi è stata tolta per plasmare (l'uomo). Allora degli angeli lo avevano preso e deposto sulla (nuda) pietra, finché non fosse morto suo padre; e per ordine di Dio furono sepolti tutt'e due nei dintorni del paradiso, nel luogo in cui Dio aveva trovato il fango (con cui aveva plasmato Adamo). E Dio inviò sette angeli nel paradiso, che ne presero molte essenze e le piantarono nella terra. E poi presero i due corpi e li seppellirono nel luogo dove avevano scavato e costruito (una tomba).

[41] Dio chiamò Adamo e (gli) disse: "Adamo, Adamo!" E il (suo) corpo dalla terra rispose dicendo: "Eccomi, Signore!" E il Signore gli dice: "Ti dissi che eri terra e che terra saresti ridiventato. Invece ti prometto la resurrezione: ti farò risorgere nell'ultimo giorno, quando risorgeranno tutti gli uomini discesi da te".

[42] Dopo aver pronunciato queste parole, Dio fece un sigillo triangolare col quale sigillò la tomba, per impedire che qualcuno la profanasse durante i sei giorni che dovevano trascorrere prima che la sua costola ritornasse a lui. Sei giorni dopo che il Dio filantropo e gli angeli santi lo avevano deposto nel luogo a lui destinato, morì anche Eva. Quand'era ancora in vita, aveva pianto per il suo trapasso perché non sapeva dove sarebbe stato deposto il suo corpo. Ché, come ho (già) detto, Dio era in paradiso quando avevano reso gli onori funebri ad Adamo, mentre lei e i suoi figli, ad eccezione di Seth, dormivano. In punto di morte Eva chiese di essere sepolta dov'era sepolto suo marito Adamo, e si rivolse (a Dio) in questo modo: "Mio Signore, Signore e Dio di ogni virtù, non separare me - la tua serva - dal corpo di Adamo, ché mi hai creato dalle sue membra; ma ritienimi degna - io che sono indegna e peccatrice - di essere seppellita accanto al suo corpo. Così com'eravamo insieme in paradiso e come non fummo separati dopo la (nostra) trasgressione, nessuno ci separi (adesso). Dopo aver pregato (in questo modo) fissò gli occhi al cielo e si alzò, battendosi il petto e dicendo: "Dio dell'universo, accogli il mio spirito!" E subito rese a Dio il suo spirito.

[43] Quand'ella morì, era presente l'arcangelo Michele. (Poi) vennero tre angeli, ne presero il corpo e lo seppellirono dov'era sepolto il corpo di Abele. (Allora) l'arcangelo Michele disse a Seth: "Così onorerai chiunque muore fino al giorno della resurrezione". Dopo aver dato questa disposizione, continuò: "Non osservate il lutto per più di sei giorni. Nel settimo giorno sospendetelo e gioite, perché in esso gioisce Dio e gioiamo noi angeli insieme con l'anima giusta che ha lasciato la terra". Detto ciò, Michele (se ne) ritornò al cielo, rendendo gloria e cantando l'Alleluia: "Santo, santo, santo il Signore; gloria a Dio padre: ché di lui, e del suo spirito eterno e vivificatore, è l'onore e la gloria e la venerazione ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen".


LA VITA DI ADAMO ED EVA *


[1] Quando Adamo e sua moglie Eva furono cacciati dal Paradiso, se ne andarono ad occidente e costruirono una tenda, dove rimasero sei giorni a piangere e a gridare in preda ad un grandissimo dolore. E in capo a sei giorni incominciarono ad avere fame; andavano in cerca di cibo, ma non trovavano di che cibarsi.

[2] (Allora) Eva disse ad Adamo: "Mio Signore, ho tanta fame. Perché - in attesa di vedere se il Signore Dio avrà misericordia di noi e ci riconduca nel luogo dov'eravamo - non vai in cerca di cibo? E dopo otto giorni Adamo si levò, percorse tutta quella regione, ma non riuscì a trovare del cibo simile a quello che avevano da principio.

[3] Disse ancora Eva ad Adamo: "Mio Signore, che io possa morir di fame! Oh, se morissi per mano tua, visto che è per causa mia che il Signore Dio è in collera con te". Replicò Adamo: "Grande è in cielo e in terra la sua creazione! Se (sia in collera) per causa tua o per causa mia, lo ignoro". Ribadì Eva ad Adamo: "Mio Signore, uccidimi: che io possa morendo sottrarmi alla vista del Signore Dio e dei suoi angeli, di modo che il Signore Dio non si adiri più con te e ti riconduca nel paradiso, dal quale sei stato cacciato per causa mia. Soggiunse Adamo: "Non parlare così, Eva; che il Signore Dio non ci mandi un'altra maledizione! Come potrei levar la mano sulla mia carne? Ma su', andiamo in cerca di cibo per non morire".

[4] Ne andarono in cerca, ma non trovarono nulla di simile a quel che avevano in paradiso; trovarono, invece, il cibo di cui si nutrivano gli animali e le bestie. Osservò Adamo: "Questo è il cibo che Dio ha dato agli animali e alle bestie". E Adamo aggiunse: "Leviamo pianti al cospetto del Signore Dio che ci ha creato, e facciamo una bella penitenza di quaranta giorni nella speranza che il Signore Dio ci perdoni e ci assicuri di che vivere".

[5] Chiese Eva ad Adamo: "Mio Signore, che cos'è la penitenza, e qual è la penitenza che faremo? Non proponiamoci quel che non siamo in grado di mantenere, per evitare che le nostre preghiere non vengano esaudite e che Dio distolga il suo sguardo da noi, se non manteniamo ciò che abbiamo promesso".

[6] Rincalzò Adamo: "Pur potendo fare tanti (giorni di penitenza quanti me), non intendi farli? Te lo ripeto, fanne quanti ne vuoi; per parte mia farò 47 giorni (di penitenza), dal momento che fui creato nel settimo giorno e che nel settimo giorno Dio portò a termine ogni cosa". Ed esortò Eva:

"Su', va' al fiume Tigri, prenditi una pietra, mettitici sopra e resta immersa nell'acqua fino al collo. Non proferir parola: ché siamo indegni di rivolgerci a Dio; le nostre labbra sono impure per aver mangiato dell'albero proibito. Restaci 40 giorni, mentre io (m'immergerò) nel Giordano per 47 giorni, nella speranza che il Signore Dio abbia pietà di noi".

[7] Quanto a lei, si recò al fiume Tigri come (le) aveva detto (di fare) Adamo, mentre egli venne al fiume Giordano portando con s‚ una pietra e rimase (immerso) nel fiume fino al collo; e i loro capelli erano sparsi sopra le acque.

[8] Allora Adamo disse: "Mi rivolgo a te, Giordano, partecipa al mio dolore. Raduna tutti gli esseri che vivono nelle tue acque, circondatemi e fate cordoglio insieme a me. Non piangete per voi ma per me, perché non siete voi che avete peccato bensì io che ho peccato ingiustamente contro il Signore; n‚ siete voi che avete mancato o che siete stati privati del cibo, ma io che ho peccato e che sono stato privato del cibo concessomi". Adamo stava ancora parlando, quand'ecco che tutti gli animali (acquatici) accorsero e lo attorniarono; e in quell'istante la corrente del fiume si arrestò. Allora Adamo si rivolse al Signore gridando ad alta voce, e la sua voce si fece ogni giorno più roca. Per diciannove giorni tutti gli animali (acquatici) piansero con Adamo.

* [9] Allora Satana, il loro avversario, ne restò turbato e, trasformatosi in uno splendido angelo, si recò al fiume Tigri dove si trovava Eva e, vistala piangere in preda a un grande dolore, si mise a piangere anch'egli. Poi le disse: "Esci, calmati e non pianger più; basta con la tristezza che tanto ti angustia. Il Signore, infatti, ha udito i vostri gemiti e ha gradito la vostra penitenza; perciò noi e tutti gli angeli lo abbiamo supplicato di non farvi più soffrire, ed egli mi ha mandato a tirarvi fuori dall'acqua e a ridarvi il cibo che avevate e che avete perduto a causa del vostro peccato. Ordunque, esci, che vi porto nel luogo dov'è preparato il cibo a voi destinato.

[10] Allora Eva uscì dall'acqua e la sua pelle era verde come l'erba per il freddo preso nell'acqua. Ma mentre camminava, cadde a terra e giacque come morta per quasi tutto il giorno. Il diavolo la rialzò da terra; poi ella si recò da Adamo e il diavolo con lei. Quando Adamo li ebbe visti, esclamò piangendo: "O Eva, è così che fai penitenza? Come hai potuto lasciarti sedurre dal tuo avversario, a causa del quale siamo stati privati della dimora del paradiso e della gioia spirituale?"

[11] Non appena ebbe udito queste parole, Eva seppe ch'era stato il diavolo a sedurla e a persuaderla a uscire dal fiume. (Allora) si prostrò a terra e provò un dolore due volte più grande moltiplicando i gemiti e i pianti. Poi Adamo esclamò: "Guai a te, o diavolo, che non ci risparmi così violenti attacchi! Che cos'hai con noi? Che cosa ti abbiamo fatto perché tu ci debba perseguitare in questo modo, con l'inganno? Perché dobbiamo sperimentare la tua malvagità? Ti abbiamo forse privato della gloria, e siamo responsabili del tuo disonore? Siamo forse tuoi nemici, empi e invidiosi fino alla morte?".

[12] Al che il diavolo gli risponde gemendo: "O Adamo, all'origine di tutta l'inimicizia, dell'invidia e del dolore ci sei tu: è per causa tua, infatti, che sono stato privato della gloria e spogliato dello splendore che avevo in mezzo agli angeli, ed è (ancora) per causa tua che sono stato gettato sulla terra". Gli replicò Adamo: "Che cosa ti ho potuto fare e in che consiste la mia colpa, visto che non ti conoscevo?".

[13] Replicò (ancora) il diavolo: "Come puoi andar dicendo che non hai fatto nulla? Eppure è per causa tua che sono stato gettato (sulla terra). Nel giorno in cui tu fosti creato, io fui gettato (sulla terra) lontano dal cospetto di Dio ed estromesso dal consorzio degli angeli. Quando Dio inalò in te lo spirito della vita e il tuo volto e la tua figura furono fatti ad immagine di Dio, Michele ti portò a farti adorare alla presenza di Dio; e Dio disse: "Ecco ho fatto Adamo a nostra immagine e somiglianza".

[14] Michele (allora) andò a chiamare tutti gli angeli e disse: "Adorate l'immagine del Signore Dio, come ha comandato il Signore"; e Michele, che fu il primo ad adorarti, mi chiamò e mi disse: "Adora l'immagine del Signore Dio"; ma io ribattei: "No, io non ho motivo di adorare Adamo", ma, poiché Michele mi costringeva ad adorare, gli dissi: "Perché mi costringi? Non adorerò uno inferiore a me, perché vengo prima di ogni creatura e prima ch'egli fosse creato io ero già stato creato; è lui che deve adorare me, e non viceversa".

[15] Udendo queste cose gli altri angeli del mio seguito si rifiutarono di adorare. Michele insiste (ancora) con me: "Adora l'immagine di Dio; che se non adorerai, il Signore Dio si adirerà con te". Ed io risposi: "Se si adira con me, vuol dire che stabilirò la mia dimora al di sopra delle stelle del cielo, e che sarò simile all'Altissimo".

[16] E il Signore Dio si adirò con me e mi fece espellere dal cielo - privandomi della gloria - insieme con i miei angeli. E così per causa tua fummo cacciati dalla nostra dimora e gettati sulla terra. Fui subito addolorato di essere stato spogliato di tutta la mia gloria, mentre a te venivano riservate gioia e delizie. Perciò presi ad invidiarti e non tolleravo che ti gloriassi tanto. Circuii tua moglie e tramite lei ti feci privare di tutte le tue gioie e di tutte le tue delizie, così come da principio ne ero stato privato io".

[17] Nell'udire queste parole Adamo ruppe in un gran pianto e disse: "Signore Dio, la mia vita è nelle tue mani; fa' che questo nemico, che cerca di perdere la mia anima, stia lontano da me. Signore, da' a me la gloria che gli è stata tolta". E il diavolo si dileguò dalla sua vista. Adamo però continuò a fare penitenza per 47 giorni nelle acque del Giordano.

[18] Disse Eva ad Adamo: "Viva il mio Signore, a te è stato concesso di vivere perché non hai peccato n‚ prima n‚ dopo; io, invece, ho peccato e sono stata ingannata per non aver osservato i comandamenti di Dio. Ed ora, tagliata fuori da questa vita luminosa, andrò ad occidente e vi resterò fino alla morte. Dopodiché si mise in cammino verso le regioni occidentali, e prese a lamentarsi e a piangere amaramente levando alti gemiti; e si fece (anche) un ricovero, visto che era incinta di tre mesi.

[19] Ma quando (poi) venne per lei il momento di partorire ed iniziò il travaglio, chiamò il Signore ad alta voce dicendo: "Abbi pietà di me, Signore, e aiutami". Ma poiché non veniva esaudita n‚ vi era chi l'aiutasse, disse tra s‚ e s‚: "Chi ne informerà il mio signore? Vi prego, luminari del cielo, mentre ritornate ad oriente, fatelo sapere al mio signore Adamo". E così fu fatto.

[20] Disse Adamo: "Il pianto di Eva è giunto fino a me; vado a trovarla perché temo che sia di nuovo alle prese con il serpente. Cammin facendo, la trovò che piangeva in preda a un grande dolore. Quando Eva lo vide, gli disse: "Da quando ho visto il mio signore, la mia anima addolorata ha provato (un po' di) sollievo. Ma ora prega per me il Signore, che mi aiuti e mi liberi dalle mie acutissime doglie". E Adamo pregò il Signore per lei.

[21] Ed ecco che vennero 12 angeli e 2 virtù, che si posero alla destra e alla sinistra di Eva; e Michele, ritto alla sua destra, le toccò il volto fino al seno. Disse l'angelo: "Beata te, Eva, a motivo di Adamo; ché grandi sono le sue preghiere. Dietro sua preghiera io sono stato mandato a portarti l'aiuto degli angeli di Dio. Su', preparati al parto". Preparatasi, generò un figlio splendido. E subito dopo il bambino si alzò e si mise a correre, prese in mano dell'erba e la diede a sua madre. Gli fu imposto il nome di Caino.

[22] (E) Adamo prese Eva e il bambino e li portò ad oriente. E il Signore mandò Michele ad insegnare ad Adamo l'agricoltura, perché ne ricavassero dei frutti di che potessero vivere loro e tutte le generazioni dopo di lui.

[23] Eva concepì per la seconda volta e generò un figlio di nome Abele. E Caino stava (sempre) insieme ad Abele. Disse Eva ad Adamo: "Mio signore, durante il sonno ho avuto una visione: Caino portava alla bocca il sangue di tuo figlio Abele e lo inghiottiva". Soggiunse Adamo: "Può darsi che l'uccida. Separiamoli l'uno dall'altro e facciamo loro un'abitazione per ciascuno". (E) fecero di Caino un agricoltore e di Abele un pastore, e così vivevano separati l'uno dall'altro. In seguito tuttavia Caino uccise suo fratello Abele. Adamo aveva allora 130 anni. Quanto ad Abele, fu ucciso da Caino all'età di 101 anni.

[24] Poi Adamo conobbe (ancora) sua moglie Eva e le fece generare un figlio che chiamò Seth. E Adamo disse: "Ecco ho generato un figlio in luogo di Abele, che Caino ha ucciso". E Adamo visse ancora 800 anni dopoché ebbe generato Seth, e generò 30 figli e 32 figlie, che si sono moltiplicati sulla terra dando origine alle popolazioni che da loro prendono nome.

* [25] E Adamo disse a suo figlio Seth: "Ascolta quel che ho da dirti. Dopo la cacciata dal paradiso, io e tua madre eravamo nudi. Mentre stavamo pregando, venne da me l'arcangelo Michele, il messaggero del Signore. E vidi un carro (veloce) come il vento e le sue ruote erano di fuoco. Rapito che fui nel paradiso di giustizia, vidi il Signore, ma i raggi infuocati che sprigionava ne rendevano insopportabile la vista. Gran folla di angeli stava davanti ai raggi, mentre molte altre migliaia di angeli si trovavano alla (Sua) destra e alla (Sua) sinistra.

[26] Mi disse il Signore: "Ecco che muori per aver trasgredito il mio comando e dato retta a tua moglie. L'avevo data in tuo potere perché esercitassi su di lei la tua volontà. Ma tu hai obbedito a lei invece che a me".

[27] Come udii queste parole di Dio, caddi a terra e pregai il Signore dicendo: "Signore oltremodo onnipotente e misericordioso, Dio santo e pio, non cancellare il nome di chi ricorda la Tua maestà; ridammi la vita, ché sto morendo ed esalo lo spirito. Non mi allontanare dalla tua presenza - son quello che hai plasmato col fango della terra -; non trascurare quello che hai nutrito col tuo amore. Ecco, la tua parola m'infiamma". Replicò il Signore: "Poiché il tuo cuore è fatto in modo tale da amare la conoscenza, per questo la tua discendenza non ne sarà mai privata perché mi possa servire".

[28] Come ebbi udito queste parole del Signore, mi prostrai a terra e adorai il Signore dicendo: "Tu sei il Dio eterno e sommo, cui tutte le creature rendono onore e lode. Tu brilli sopra ogni luce, vera luce della vita, inafferrabile. O grande potenza del Dio vivo, ogni creatura vivente ti rende onore e lode spirituale, perché hai fatto sfoggio di grande potenza quando hai creato il genere umano".

[29] Non appena ebbi pregato in questo modo, Michele, l'arcangelo di Dio, mi prese per mano e mi portò fuori del paradiso, dove avevo visitato e visto Dio. E col bastone che aveva in mano, Michele toccò le acque che circondavano il paradiso, e le acque congelarono, così da lasciarmi passare. Michele le attraversò con me e mi ricondusse in quella parte del paradiso, dove mi aveva rapito.

Disse ancora Adamo: "Ascolta, Seth, figlio mio, gli altri misteri futuri che mi sono stati rivelati: ché, grazie al fatto di aver mangiato dell'albero della conoscenza, ho appreso e capito quel che avverrà in questo mondo temporale, (e) quel che Dio farà al genere umano. Dio apparirà in una fiamma di fuoco, che uscirà dalla bocca della Sua maestà, e impartirà a tutti comandamenti e precetti. Lo santificheranno nella casa della Sua maestà, e Dio mostrerà loro il luogo meraviglioso della Sua maestà; ma essi vi trasgrediranno i Suoi precetti. Il loro santuario sarà incendiato, la loro terra abbandonata e loro stessi saranno dispersi per aver irritato Dio. Nel settimo giorno li trarrà in salvo dalla diaspora ed essi nel paese erigeranno un'altra casa al loro Dio; e l'ultima casa di Dio durerà più che in passato; ma ancora una volta l'ingiustizia avrà la meglio sulla giustizia. Poi Dio abiterà sulla terra con gli uomini... e comincerà a risplendere la giustizia, e sarà onorata nella casa del Dio degli angeli; quanto al nemico, non potrà più nuocere agli uomini che credono in Dio. E Dio si procurerà un popolo che sarà salvo nei secoli dei secoli. E gli empi... adoreranno il cielo e la terra, le notti e i giorni, e tutte le creature obbediranno al Signore e non trasgrediranno i suoi precetti n‚ muteranno le loro opere. Gli uomini, invece, muteranno (le loro opere) e abbandoneranno i precetti del Signore. Dopo di ciò il Signore allontanerà da s‚ gli empi; mentre i giusti rimarranno, come la giustizia, alla presenza di Dio, e allora saranno purificati dai loro peccati; quelli, invece, che non vorranno purificarsi con l'acqua... beato chiunque si corregge, perché fra i mortali vi sarà il giorno del grande giudizio, e le loro azioni saranno esaminate da Dio, giudice giusto".

[30] E dopoché Adamo ebbe compiuto 930 anni, poiché sapeva che la sua vita volgeva al termine, disse ad Eva: "Convoca tutti i miei figli e le mie figlie: prima di morire voglio parlare con loro e benedirli". Ed essi s'incontrarono alla presenza del loro padre, in tre gruppi, davanti al luogo dove Adamo era solito pregare il Signore Dio. Una volta che furono tutti riuniti, dissero ad una sola voce: "Che hai, padre, che ci hai riunito? Perché sei a letto?" Adamo rispose dicendo: "Figli miei; sto male e sono tribolato dai dolori". Gli replicarono i suoi figli: "Padre, che vuol dire che stai male e che sei tribolato dai dolori?".

[31] E disse suo figlio Seth: "Signor padre, forse è questo che ti rattrista: il desiderio di mangiare dell'albero di cui mangiasti un tempo. Dimmi se vuoi che vada fin presso alle porte del paradiso, e che, dopo essermi cosparso il capo di cenere, mi prostri a terra davanti alle porte del paradiso levando alti lamenti (e) supplicando il Signore Dio: può darsi che mi esaudisca e che mandi il Suo angelo a portarmi del frutto che desideri". (Ma) Adamo rispose dicendo: "Figlio, non è desiderio il mio, è che sono ammalato e che provo dei forti dolori fisici". Riprese Seth: "Ignoro che cosa sia il dolore. Non vuoi dirci (di che si tratta)? Perché ce lo tieni nascosto?".

[32] Continuò Adamo: "Ascoltatemi, voi tutti che siete i miei figli e le mie figlie. Quando il Signore Dio creò me e vostra madre, ci pose nel paradiso e ci diede da mangiare di ogni albero da frutto, ma ci vietò di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male che si trova nel centro del paradiso. E dopo averci posti nel paradiso, a me il Signore affidò la zona orientale e quella che guarda a nord, mentre a vostra madre affidò il sud e la zona occidentale.

[33] (Inoltre) ci pose sotto la tutela di due angeli. Venuta l'ora in cui gli angeli dovevano salire alla presenza di Dio per adorarlo, subito il diavolo ne approfittò per sedurre vostra madre facendole mangiare dell'albero interdetto e proibito da Dio. Ed ella ne mangiò e me ne offrì. Ma non appena ne ebbi mangiato, [34] il Signore Dio montò in collera con noi e mi disse: "Dal momento che hai trasgredito il mio ordine e non hai osservato quanto ti avevo comandato, infliggerò al tuo corpo settanta piaghe da capo a piedi, e tu e tua moglie sarete tribolati in ciascuna delle vostre membra. Tutti questi (mali) c'inflisse come castigo a un tempo doloroso e violento. Tutti questi (mali) il Signore inflisse a noi e a tutta la nostra discendenza".

[35] Mentre Adamo parlava in questo modo rivolto a tutti i (suoi) figli, fu preso da forti dolori e gridando ad alta voce diceva: "Che posso fare, infelice come sono in mezzo a tanti dolori?". Udite queste parole, Eva si mise a piangere e disse: "Signore Dio, da' a me i suoi dolori, visto che sono stata io a peccare". E rivolta ad Adamo: "Mio Signore, dammi un po' dei tuoi dolori; ché è per colpa mia che (tutto) ciò è capitato".

[36] Ma Adamo replicò: "Su', Eva, va' con tuo figlio Seth fin presso alle porte del paradiso: cospargetevi il capo di polvere, prosternatevi e piangete davanti al Signore Dio: chissà che non abbia pietà di voi e che non mandi il suo angelo dove si trova l'albero della misericordia, da cui stilla l'olio della vita; e che non ve ne dia un po', sicché possiate ungermene sollevandomi da questi dolori che mi tormentano senza darmi tregua".

* [37] (Allora) Seth partì per le regioni del paradiso con sua madre Eva. E mentre erano in viaggio, sopraggiunse all'improvviso il serpente - l'animale empio -, che morse Seth in faccia. Vedendo ciò, Eva pianse amaramente e disse: "Ahimè misera, ché sono maledetta insieme con tutti quelli che non osservano i comandamenti del Signore Dio". Poi Eva incalzò il serpente a gran voce: "Maledetto animale, come non ti sei peritato di scagliarti contro l'immagine di Dio? Come hai ardito combattere con essa, lasciando che i tuoi denti infierissero su di essa?".

[38] Il serpente rispose anch'egli ad alta voce: "Non è forse manifesta a Dio la vostra malvagità, che ha provocato il nostro furore contro di voi? Dimmi, Eva, come hai potuto aprire la bocca per mangiare del frutto che il Signore ti aveva proibito di mangiare? Ché prima non avevo alcun potere su di voi; ma soltanto dopoché tu hai trasgredito il comando del Signore, si è scatenata la nostra protervia contro di voi".

[39] A quel punto Seth disse al serpente: "Il Signore Dio ti maledica! Sta' lontano dagli uomini, chiudi la bocca e taci, nemico, maledetto, tu che confondi la verità; allontanati dall'immagine di Dio fino al giorno in cui il Signore ti farà condurre in giudizio". Replicò il serpente a Seth: "Ecco, faccio come vuoi tu: mi allontano dall'immagine del Signore Dio". E subito si allontanò lasciando su Seth il segno dei denti.

[40] Quanto a Seth e a sua madre, camminarono fino alle porte del paradiso; presero della polvere, se ne cosparsero il capo e, prostratisi con la faccia a terra, incominciarono a piangere fra grandi gemiti e a supplicare il Signore Dio di aver pietà della sofferenza di Adamo e di mandar loro il suo angelo con l'olio dell'albero della misericordia di Dio.

[41] Mentre stavano pregando e levando molte suppliche, ecco che apparve l'arcangelo Michele che disse loro: "Seth, di che vai in cerca? Io sono l'arcangelo Michele, cui il Signore ha affidato i corpi degli uomini. Lo dico a te, Seth, uomo di Dio, non stare a piangere e a supplicare per avere l'olio dell'albero della misericordia, con cui ungere il corpo di tuo padre Adamo sollevandolo (così) dai dolori fisici di cui soffre.

[42] Te lo ribadisco: non ne potrai assolutamente avere fino agli ultimi giorni, [finché non siano trascorsi 5228 anni. Allora verrà sulla terra il Cristo, il figlio di Dio amorevolissimo, che risorgerà e farà resuscitare insieme con lui il corpo di Adamo e i corpi di tutti i morti; e lo stesso Cristo, il figlio di Dio, sarà battezzato nel fiume Giordano. Quando uscirà dall'acqua, ungerà con l'olio della sua misericordia tuo padre e quanti credono in lui. E l'olio della misericordia, l'avranno di generazione in generazione tutti quelli che debbono rinascere dall'acqua e dallo spirito a vita eterna. Ché allora il figlio di Dio amatissimo scenderà e condurrà tuo padre nel paradiso fin dove si trova l'albero della misericordia].

[43] Ma tu va' da tuo padre e digli che per lui la vita è finita. Grandi meraviglie vedrai in cielo e in terra, e i luminari del cielo, quando la sua anima lascerà il corpo". L'arcangelo non aveva ancora detto queste cose, che già si era allontanato. [E Seth era molto stupito, perché, mentre guardava dentro il paradiso, aveva visto sulla cima di un albero una vergine seduta che teneva in mano il figlio crocifisso]. Eva e Seth ritornarono indietro; ma Seth prese con s‚ degli aromi: nardo, croco, calamo e cinnamomo.

[44] E quando Seth e sua madre giunsero da Adamo, gli raccontarono come il serpente avesse morsicato suo figlio Seth; al che Adamo disse a sua moglie: "Guarda che cosa ci hai fatto! Hai attirato una grave calamità e peccati su tutta la nostra discendenza. Purtuttavia dopo la mia morte narra ai tuoi figli ciò che hai fatto tu e tutto quel che abbiamo subito. Ché i nostri discendenti, incapaci di sopportare le calamità e le fatiche che toccheranno loro, imprecheranno contro di noi e ci malediranno dicendo: "Questi mali ce li hanno procurati i nostri progenitori''".

[45] Nell'udire queste cose Eva incominciò a lamentarsi e a piangere. [(Allora) Seth disse a suo padre Adamo: "Signor padre, in paradiso ho visto un prodigio". Al che Adamo chiese: "Seth, figlio mio, dimmi che cosa hai visto. Chissà che non sia in grado di dare una spiegazione di quello strano fenomeno". E in risposta Seth disse a suo padre: "Padre mio, mentre mi aggiravo nel paradiso con lo sguardo, vidi una vergine seduta sulla cima di un albero, che teneva in mano un fanciullo crocifisso". Ma Adamo volgendo lo sguardo al cielo s'inginocchiò e levando le mani a Dio disse: "Signore, padre, tu sei benedetto, Dio oltremodo onnipotente e misericordioso nei confronti di tutti, ora so per certo che una vergine concepirà un figlio destinato a morire sulla croce, che ci salverà tutti". Seth allora rivelò a suo padre Adamo tutto quel che aveva detto loro l'arcangelo Michele nei pressi delle porte del paradiso. Adamo poi rese lodi a Dio per tutto quel che Seth gli aveva riferito da parte di Michele].

Ed ecco che venne il giorno della morte di Adamo, com'era stato predetto da Michele, l'arcangelo di Dio.

[46] E come Adamo seppe ch'era venuta per lui l'ora di morire, disse a tutti i suoi figli e alle sue figlie: "Ecco, adesso muoio, dopo esser vissuto in questo mondo per 930 anni. Quando sarò morto, seppellitemi verso oriente nel territorio dove abita Dio". Detto ciò, esalò lo spirito. E il sole, la luna e le stelle si oscurarono per sette giorni. Poi Seth e sua madre Eva abbracciarono il corpo di Adamo e piansero su di lui, con lo sguardo rivolto a terra: le mani erano strette sul capo e il capo ripiegato sulle ginocchia. E così atteggiati versavano lacrime molto amare tutti i suoi figli e le sue figlie. Ecco che (allora) apparve l'arcangelo Michele ritto in piedi presso la testa di Adamo, e disse a Seth: "Staccati dal corpo di tuo padre e vieni qui a vedere quel che il Signore Dio vuol fare della sua creatura, che ha suscitato la sua compassione". Ed ecco che tutti gli angeli al suono delle trombe cantarono: "Benedetto sei tu, Signore Dio, perché hai avuto compassione della tua creatura"

[47] Allora Seth vide il Signore stendere la mano che teneva l'anima di suo padre, per consegnarla all'arcangelo Michele con queste parole: "Custodisci quest'anima finché si trova nei supplizi; fino al giorno della resa dei conti negli ultimi tempi, quando trasformerò in gioia il suo dolore. Allora si siederà sul trono di colui che ne ha preso il posto".

[48] E il Signore aggiunse ancora rivolto a Michele: "Portami tre teli di lino e stendine uno sul corpo di Adamo e un altro sul corpo di suo figlio Abele". E tutte le potenze angeliche andarono in processione davanti ad Adamo e (così) fu santificato l'evento della sua morte. E gli arcangeli seppellirono il corpo di Adamo e il corpo di suo figlio Abele in paradiso. Nel vedere ciò che facevano gli angeli, Seth e sua madre ne restarono profondamente meravigliati; allora gli angeli dissero loro:

[49] "Come avete visto seppellire loro, allo stesso modo seppellite i vostri morti". Adamo era morto da sei giorni, che Eva, sentendosi vicina alla morte, fece riunire tutti i suoi figli e le sue figlie per dire loro: "Ascoltate, figli miei e figlie mie, ciò che ho da comunicarvi. Ecco quel che ci disse l'arcangelo Michele, dopoché vostro padre ed io trasgredimmo il comando del Signore Dio: "A causa delle vostre prevaricazioni e dei vostri peccati il Signore riverserà l'ira del suo giudizio sulla vostra razza, prima con l'acqua e poi col fuoco. Con questi due (flagelli) il Signore giudicherà tutto il genere umano".

[50] Prestatemi, dunque, ascolto, figli miei. Seth, costruisci delle tavole di pietra e delle tavole di argilla ben levigate e scrivi su di esse tutta la vita di vostro (sic!) padre e la mia, così come l'hai sentita raccontare da noi o l'hai vista (svolgersi). Ché, quando il Signore giudicherà la vostra stirpe con l'acqua, le tavole di argilla ben levigate andranno distrutte, ma non le tavole di pietra; e viceversa, quando il Signore giudicherà la vostra stirpe col fuoco, andranno distrutte le tavole di pietra, ma non le tavole di argilla ben levigate che possono cuocere". E quando Eva ebbe finito di fare tutte queste raccomandazioni ai suoi figli, tese le mani e, rivolto lo sguardo al cielo, rese lo spirito mentre s'inginocchiava a terra in segno di adorazione verso il Signore Dio e nell'intento di ringraziare.

[51] E dopoché si fu fatto un gran piangere, i figli e le figlie la seppellirono. Erano ormai quattro giorni che piangevano la sua morte, quando apparve l'arcangelo Michele che disse: "Non piangete i vostri morti per pii) di sei giorni, perché il settimo giorno è il segno della resurrezione e (rappresenta) il riposo dell'eone futuro; e nel settimo giorno il Signore si riposò da tutte le sue opere".

[52] Allora Seth preparò delle tavole di pietra e delle tavole di argilla ben levigate. Tracciandovi i segni delle lettere, vi scrisse la vita di suo padre e di sua madre, come l'aveva sentita raccontare da loro e come l'aveva vista coi propri occhi. Pose le tavole nella casa di suo padre, nel luogo di preghiera dove Adamo era solito pregare il Signore Dio. Furono in molti a vederle dopo il diluvio senza, però, riuscire a leggerle; ma il sapientissimo Salomone, una volta che ebbe visto le tavole di pietra con sopra l'iscrizione, supplicò il Signore di aprirgli la mente sì da poter comprendere ciò che era contenuto nelle tavole. Gli apparve allora l'angelo del Signore che disse: "Io sono l'angelo che ha sorretto la mano di Seth, quando il suo dito scrisse queste tavole con lo stilo di ferro. Ed ecco, imparando la scrittura, saprai e capirai dove si trovavano queste tavole di pietra - erano state (collocate) nel luogo dove Adamo e sua moglie erano soliti adorare il Signore Dio. E' proprio li che devi costruire la casa di preghiera del Signore Dio". Allora Salomone fece voto di costruire proprio in quel luogo la casa di preghiera del Signore Dio. E in quella stessa occasione chiamò achiliaci quelle lettere ch'erano state scritte dal dito di Seth - senza che avesse ricevuto alcun insegnamento orale -, mentre l'angelo gli sorreggeva la mano.

[53] E in quelle stesse tavole di pietra si rinvennero le profezie pronunciate da Enoc, il settimo (patriarca) dopo Adamo, che (fin da) prima del diluvio aveva preannunciato la venuta di Gesù Cristo: "Ecco il Signore verrà con le Sue sante milizie ad esercitare il giudizio sugli uomini e a rinfacciare a tutti gli empi tutte le opere che hanno compiuto, e tutto ciò che hanno detto di lui i peccatori e gli empi mormoratori... secondo le loro concupiscenze, e la loro bocca proferì (parole di) superbia".

[54] Adamo era entrato nel paradiso dopo quaranta giorni (dalla creazione), mentre Eva vi era entrata dopo ottanta. Adamo era rimasto nel paradiso sette anni ed aveva avuto il dominio su tutti gli animali.

[55] Si deve sapere che il corpo di Adamo era composto di otto parti. Una parte era di fango: di fango è fatta la sua carne e perciò sarà (!) pigro. Un'altra parte era di mare: di mare è fatto il suo sangue e perciò andava vagando come profugo. La terza era di pietre: di pietre son fatte le sue ossa e perciò era duro ed avaro. La quarta era di nubi: di nubi son fatti i suoi pensieri e perciò è diventato lussurioso. La quinta era di vento: di vento è fatto il respiro e perciò è diventato leggero. La sesta era di sole: di sole son fatti i suoi occhi e perciò era bello e famoso. La settima è di luce del mondo: perciò è diventato grato ed ha la conoscenza. L'ottava è di spirito santo: di spirito santo è fatta l'anima e di lì vengono i vescovi, i sacerdoti, tutti i santi e gli eletti di Dio.

[56] Si deve sapere che Dio fece e plasmò Adamo nello stesso luogo in cui nacque Gesù, cioè nella città di Betlemme che si trova al centro del mondo: e là il corpo di Adamo fu fatto con il fango che gli angeli, cioè Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele portavano dai quattro angoli della terra. E quella terra era candida e pura come il sole, bagnata da quattro fiumi, cioè il Gihon, il Fison, il Tigri e l'Eufrate; e l'uomo fu creato ad immagine di Dio, e (Dio) alitò sul suo volto il soffio della vita, cioè l'anima. E com'è bagnato da quattro fiumi, così il respiro gli è stato fornito da(i) quattro venti.

[57] Adamo era già stato creato ma non aveva ancora ricevuto un nome, quando il Signore disse ai quattro angeli di cercargli un nome. E Michele si diresse ad oriente, dove vide la stella orientale di nome Ancoli, e ne prese la prima lettera. Gabriele si diresse a Sud, dove vide la stella meridionale di nome Disis, e ne prese la prima lettera; Raffaele andò a Nord, dove vide la stella settentrionale di nome Arthos, e ne prese la prima lettera; Uriele si recò ad occidente, dove vide la stella occidentale di nome Mencembrion (?), e ne prese la prima lettera. Una volta che ebbero portato queste lettere, il Signore disse ad Uriele: "Leggi queste lettere"; ed egli le lesse e pronunciò: "Adamo". E il Signore disse a sua volta: "Sia questo il suo nome".

Qui termina la vita del nostro protoplasto Adamo e di sua moglie. *

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